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60 posti per medici nei pronto soccorso siciliani: ma i candidati sono solo 50

Pochi medici e sempre più anziani negli ospedali siciliani. Ma, in Sicilia a volte capita che una volta avviati i concorsi nelle aziende ospedaliere non ci sia l’assalto dei giovani.

È il caso dei 60 posti per medici di pronto soccorso nella Sicilia occidentale, vari bandi ai quali hanno però risposto solo 50 candidati.
E intanto i sindacati denunciano una continua carenza di personale negli ospedali dell’Isola: dalle piante organiche, secondo l’Anaao Assomed Sicilia, mancherebbero almeno 2.000 medici ai quali se ne aggiungerà un altro centinaio in pensione entro fine anno. Una volta nominati direttori amministrativi e sanitari, le strutture potranno mettere mano alle piante organiche ed eventualmente sopperire ai vuoti.
Il segretario regionale dell’Anaao Assomed Sicilia, Antonino Palermo allarga le braccia e spiega il suo punto di vista sulle adesioni al concorso nei pronto soccorso. “Nei pronto soccorso i medici lavorano in condizioni esasperanti con turni estenuanti e con pochi giorni di riposo. Questo è uno dei motivi per cui i giovani medici non sono tanto allettati da questo tipo di lavoro”. Ma per l’assessore Regionale alla Sanità Ruggero Razza il dato è positivo: “Riuscire a coprire oltre l’80% dei posti non mi pare poca cosa”, commenta rispondendo alle critiche del sindacato.
In Sicilia, oltre alle attuali carenze sottolineate dai sindacati, si dovrà far fronte anche ai pensionamenti, frutto della quota cento, che riguarderanno tutti gli ospedali italiani. “L’età media è di 55 anni già fin troppo alta – aggiunge il segretario dell’Anaao Assomed -. In tutta Italia è stato calcolato che andranno in pensione nei prossimi anni almeno 16 mila medici. Per far fronte a questo problema in alcune regioni come il Veneto, Toscana e Lombardia sono stati richiamati i medici in pensione, mentre in Molise sono stati reclutati i medici militari”. “In alcune regioni d’Italia, come il Molise, si è pensato di coinvolgere addirittura l’Esercito, i medici militari, vista la mancanza di sanitari. Mi sembra una soluzione da estrema ratio. Vorremmo che i medici in divisa potessero continuare a fare il proprio lavoro”, ha detto ai cronisti il presidente della Regione Nello Musumeci a margine del protocollo di intesa tra le università siciliane e quella di Pittsburgh.
“In Sicilia abbiamo fatto un bando per 1.800 operatori, abbiamo proceduto con le stabilizzazioni, stiamo lavorando perché i camici bianchi possano aumentare e possano dare risposte”, ha affermato Musumeci. Sulle carenze nelle piante organiche anche Razza condivide la necessità di un intervento, ma è una questione che, sottolinea l’assessore, deve essere affrontata a livello nazionale dal ministero della Salute. “Serve un intervento shock da parte del parlamento nazionale per porre un serio rimedio alla crisi legata alla carenza dei medici specializzati in Italia e ritengo che la finestra relativa alla conversione del decreto Calabria, con il passaggio in Senato, possa essere utilizzata proprio per introdurre misure emergenziali ed arginare così una condizione che, col passare del tempo, rischia di diventare sempre più critica”. Ma le carenze negli ospedali hanno anche altre ragioni secondo Antonino Palermo: “In Italia c’è la necessità ogni anno di almeno 10 mila medici specializzandi ma dalle scuole di specializzazione ne escono solo 7 mila. In più dei 9mila ragazzi che si laureano in medicina solo settemila si specializzano in Italia gli altri vanno fuori negli stati europei con migliori condizioni di lavoro e stipendi. Questo è uno spreco da parte dello Stato che forma giovani medici ma non dà loro la possibilità di essere assunti in Italia. Il ministro Grillo da quest’anno ha dato però la possibilità ai medici specializzandi dell’ultimo anno di partecipare a concorsi per medici ospedalieri. Questo è uno degli unici correttivi portati avanti dal governo nazionale”. In Sicilia, intanto, si attendono la nomine dei direttori amministrativi e sanitari delle aziende ospedaliere l’assessore Razza precisa: “Non sta slittando nulla. I direttori generali completeranno le procedure entro alcuni giorni. Le nomine richiedono norme di legge, procedure che vanno applicate e procedimento aggravato di nomina per la valutazione curricolare. Tutto ciò si sta realizzando per la per la prima volta in Sicilia”.
Fonte Gds.it

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