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Agrigento, celebrati i 205 anni di fondazione dell’Arma dei Carabinieri. I risultati ottenuti in provincia

Si è svolta ad Agrigento, all’interno del Parco della Valle dei Templi, la cerimonia del 205° Anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Il 05 giugno rappresenta la data in cui fu attribuita nel lontano 1920, la prima medaglia d’oro al valor militare alla Bandiera di guerra dell’Arma dei Carabinieri, a testimonianza della sua eroica partecipazione durante il 1° conflitto mondiale.

Ad Agrigento, come nelle altre province d’Italia, i Carabinieri di ogni ruolo e grado, in servizio ed in congedo, si sono uniti per celebrare con sobria solennità la ricorrenza, ricordando i caduti e premiando quelli che, con abnegazione e professionalità, si sono distinti nelle attività quotidiane.

Nell’occasione è stato schierato un Reparto di formazione in armi, composto sia da Carabinieri in Grande Uniforme Speciale, sia in uniforme di rappresentanza. Era inoltre presente una componente dei reparti speciali operanti nella provincia, tra cui i Carabinieri Forestali, il Nucleo Operativo Ecologico, il Nucleo Ispettorato del Lavoro ed anche Carabinieri impiegati in missione all’estero.

Il Comandante Provinciale, Colonnello Giovanni Pellegrino, nel suo discorso, dopo aver reso omaggio alla Bandiera ed ai Caduti dell’Arma, ha rivolto un abbraccio agli orfani e alle vedove ed anche ai 22 Carabinieri feriti, in provincia, in attività di servizio.

Dopo aver salutato tutte le Autorità presenti, ha manifestato il suo affetto al mondo dell’istruzione, con a capo il suo Provveditore provinciale, esprimendo sentimenti di simpatia e gratitudine per la vicinanza degli studenti all’Arma dei Carabinieri. Erano presenti moltissimi degli oltre seimila studenti della provincia che hanno incontrato Ufficiali e Sottufficiali dei Carabinieri, nell’ambito del noto progetto di diffusione della cultura della legalità.

Ha poi detto che l’Istituzione, secondo il motto recentemente coniato “possiamo aiutarvi”, è ben consapevole di dover tenere fede alle sue prestigiose pagine di storia, anche di un recente passato ed è oggi più che mai presente con un dispositivo moderno, versatile ed efficace che la proietta decisamente verso il futuro, quale fondamentale presidio, ad ordinamento militare, di legalità e sviluppo del territorio. Ne è prova il lusinghiero bilancio delle principali attività svolte dalle donne e dagli uomini dell’Arma in tutta la provincia, con la preziosa collaborazione degli specialisti, che in parte vedete qui schierati, del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, del Nucleo Ispettorato del Lavoro, del Nucleo Operativo Ecologico e dei Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura.

Ha tracciato solo un sintetico resoconto delle più importanti operazioni condotte dall’Arma agrigentina nell’ultimo anno solare. Prima di tutto, 29 Giugno 2018, allorquando i militari del Reparto Operativo hanno ulteriormente cristallizzato gli esiti delle attività investigative della nota operazione antimafia “Montagna”, con l’arresto di ulteriori dieci elementi di spicco ritenuti al vertice dei tre mandamenti e delle 16 famiglie mafiose ad essi collegate, che si sono aggiunti ai 59 affiliati già assicurati alla Giustizia il precedente 22 gennaio.

Inoltre, il conseguente insediamento di una Commissione d’indagine prefettizia presso uno dei Comuni montani interessati, ne ha portato, il successivo 2 agosto, allo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Non va poi dimenticato che il territorio provinciale, negli ultimi 12 mesi, è stato teatro di ben 5 omicidi per i quali hanno proceduto i Carabinieri.

In tutti e cinque i casi, grazie ad un immediato e certosino lavoro investigativo, supportato dai tecnici del RIS nella delicata fase di repertamento sulla scena del crimine, i responsabili e i loro complici sono stati tutti celermente identificati ed assicurati alla Giustizia.

Nel periodo considerato, tuttavia, gli investigatori dell’Arma hanno scoperto anche un sesto omicidio. Uno di quei casi irrisolti, annoverabili tra i cosiddetti cold case, in cui i militari, mai domi, hanno riesumato datati fascicoli impolverati, hanno indagato, hanno fatto analizzare agli specialisti delle investigazioni scientifiche vecchie tracce biologiche, fino ad arrestare, dopo oltre 25 anni, l’autore di un omicidio di mafia commesso nel 1993 ai danni di un imprenditore che si era ribellato al pizzo imposto da cosa nostra.

Numerose, anche quest’anno, le armi da fuoco, talvolta da guerra, nella disponibilità della criminalità organizzata, che i Carabinieri hanno sequestrato e tolto dalla strada. Da ultimo, rileva, in particolare, nel decorso mese di Febbraio, l’arresto del reggente della famiglia mafiosa agrigentina, trovato in possesso di munizionamento e di armi da fuoco, tra cui, addirittura, due penne pistola, di cinematografica memoria.

Incessante è stata anche l’attività preventiva e repressiva sviluppata in ogni angolo della provincia (e ad Agrigento in particolare), per contrastare, con ripetuti blitz, spesso ad alto rischio, l’allarmante fenomeno dello spaccio, anche a giovanissimi, di droghe di varia natura. Ha ricordato, a tale proposito, la brillante operazione piazza pulita, recentemente svolta dai militari della Compagnia di Agrigento sotto il prezioso coordinamento della locale Procura della Repubblica, con cui è stata smantellata una cellula straniera costituita da pusher, che avevano di fatto occupato i vicoli intorno a Piazzetta Ravanusella e a via Vallicaldi, in pieno centro storico, riversandovi significativi quantitativi di droga ed agendo con sfrontatezza ed inaudita violenza, anche a danno di giovanissimi consumatori, spesso rivelatisi studenti minorenni. Il Col. Pellegrino, a tale proposito, ha ringraziato, uno per uno, i giovanissimi Carabinieri, appena 20enni, i quali, unendo il loro fresco entusiasmo all’esperienza di colleghi più anziani, non hanno esitato a sacrificare i giorni di Pasqua e Pasquetta per pianificare e portare a termine tutte le catture, alle quali poi ha potuto fare seguito un vero e proprio intervento di recupero a tutto tondo dell’intero quartiere. Ancora oggi, le pattuglie dell’Arma sono al fianco di semplici cittadini e di associazioni di volontariato, spontaneamente scesi tra i vicoli per dare il proprio contributo all’opera di pulizia, messa in sicurezza e valorizzazione, avviata dall’amministrazione comunale ed incentivata dalla Procura della Repubblica.

Senza precedenti, a Campobello di Licata, è stato, durante l’estate scorsa, il sequestro di oltre trenta tonnellate di “Marijuana”, in parte stoccate in un immenso magazzino ed in parte scovate solo grazie all’impiego delle più sofisticate tecniche di sorvolo a distanza a mezzo di un drone, con cui è stato possibile rilevare l’esistenza, tra le colture di stagione, di una vera e propria maxi piantagione di canapa indiana. Nella circostanza, tre sono state le persone arrestate!

Per dare in materia una cifra distintiva dello sforzo sinora compiuto, sono, in tutto, oltre 114 gli spacciatori arrestati nell’ultimo anno, una tonnellata e mezzo la droga recuperata, oltre, come già detto, alle 10326 piante di marijuana sequestrate nel licatese.

All’Arma non è sfuggito però nemmeno l’odioso fenomeno dei reati predatori. 18 sono stati i rapinatori assicurati alla Giustizia, per altrettanti colpi messi in atto in varie località della provincia. Agrigento, Licata, Sciacca, Canicattì e numerosi dei paesi limitrofi. Pressoché ovunque i Carabinieri sono riusciti a far scattare le manette ai polsi di predatori che avevano colpito in abitazioni, tabaccherie, gioiellerie o distributori di carburante. Come anche non sono sfuggiti i 107 arrestati per furto.

Ancora vivo è inoltre il ricordo dell’operazione codice rosa, partita, a Menfi, dall’intuizione di uno zelante equipaggio del Pronto Intervento della Compagnia di Sciacca, il quale, insospettitosi per la presenza a bordo del veicolo condotto da un 60enne di una adolescente di appena 13 anni, ha voluto vederci chiaro. Grazie al prezioso e caparbio coordinamento della Procura della Repubblica saccense, un mese di serrate indagini ha così portato all’arresto di 5 uomini tra i 24 e i 68 anni, ritenuti responsabili di averne ripetutamente abusato.

Continua poi è stata anche l’attività di monitoraggio di ogni forma di inquinamento ambientale ad opera dei Carabinieri territoriali e dei colleghi del Nucleo Operativo Ecologico e del Centro Anticrimine Natura, con il sequestro di oltre 70 discariche abusive di rifiuti di vario genere, anche pericolosi e con la conseguente bonifica delle aree interessate, da parte degli enti preposti.

Sotto il coordinamento delle relative Procure della Repubblica, è inoltre scesa in campo una vera e propria task force composta da Carabinieri territoriali e dagli specialisti dell’Arma. 394 sono le persone segnalate nell’ultimo anno per abbandoni illegali di rifiuti. Ad ognuna di esse i militari hanno irrogato una sanzione ammnistrativa di oltre 600 euro, per un ammontare complessivo di 236 mila euro.

Sistematica è stata inoltre l’azione svolta dai carabinieri in materia di abusivismo edilizio, con un vero e proprio dispositivo a tappeto per contribuire a dare esecuzione alla stringente attività di monitoraggio in materia, disposta dall’Autorità Giudiziaria.

Lo stesso valga per l’attività di contrasto al fenomeno del lavoro “nero”, svolta in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, che ha permesso di individuare in appena un anno 102 lavoratori irregolari, nell’ambito di ben 185 accessi ispettivi, con oltre 340 mila euro di sanzioni comminate.

O ancora le decine di esercizi pubblici e di ristorazione oggetto di verifiche ed anche di provvedimenti sanzionatori per oltre 71 mila euro, con il sequestro di circa 22 quintali di alimenti mal conservati, effettuato unitamente ai Carabinieri del NAS e del Centro Anticrimine Natura.

Ben 734, il 30% in più rispetto all’anno precedente, sono state, nel 2018, le persone complessivamente arrestate, cui se ne aggiungono altre 301 in questi primi cinque mesi del 2019, con un trend di continua, ulteriore crescita.

Risultati conseguiti dai Carabinieri durante gli innumerevoli servizi di controllo del territorio, di giorno e di notte, talvolta anche con l’ausilio delle unità antiterrorismo, note come Squadre Operative di Supporto. Con quasi 135 mila ore di pattuglie e perlustrazioni svolte dall’inizio dell’anno, che hanno portato al controllo di oltre 90 mila soggetti e di 63 mila veicoli. Ma anche, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, al generalizzato ridimensionamento in provincia dell’indice di delittuosità, con una riduzione di quasi il 40% dei furti in abitazione, di oltre il 20% delle rapine e di circa il 45% dei danneggiamenti seguiti da incendio.

I Carabinieri di Agrigento, tuttavia, forniscono il loro contributo anche all’estero, nell’ambito di varie missioni di pace. Sono oggi schierati alcuni militari appena rientrati da pericolosi teatri operativi internazionali, in cui, in questo momento, si trovano impiegati altri colleghi.

Infine, al termine di questo sintetico bilancio operativo, il Col. Pellegrino ha citato la determinante attività di soccorso prestata dai Carabinieri di tutte le Stazioni dislocate nei comuni della Provincia, in occasione della gravissima e drammatica alluvione e dei conseguenti disastrosi allagamenti del 4 Novembre 2018.

Due furono le vittime, ma molte di più se ne sarebbero potute contare se oltre duecento Carabinieri non avessero perlustrato per due giorni consecutivi, l’intero territorio provinciale, indirizzando i soccorsi dei Vigili del Fuoco e dei volontari.

Nella circostanza, i Carabinieri, facendosi spazio tra il fango e i cumuli di detriti, fecero evacuare decine di viaggiatori a bordo di due treni bloccati, a Cammarata e Comitini, dalla piena di un pericoloso torrente esondato.

Ma l’intervento più valoroso si è svolto a Ribera e per esso, tra poco, avrà luogo la consegna di un doveroso riconoscimento. A seguito delle incredibili precipitazioni, un pastore 25enne aveva tentato di mettere in salvo il suo gregge. Improvvisamente, era stato visto mentre veniva trascinato via dalle acque del fiume Platani esondato. In quella circostanza, i Carabinieri della Stazione di Cattolica Eraclea, facendosi strada a piedi nonostante la piena del fiume e poi a bordo di un trattore, ne scandagliarono in lungo e in largo l’alveo, riuscendo infine a localizzare e salvare il disperso, in avanzato stato di ipotermia.

Questi appena illustrati sono solo una parte dei risultati conseguiti, che arrivano a seguito di innumerevoli sacrifici e rinunce, affrontati spesso anche dalle famiglie dell’Arma, che assistono i militari nelle quotidiane difficoltà.

Le Autorità presenti hanno infine consegnato ricompense a militari che si contraddistinguono per la serietà, l’elevato spessore professionale ed il particolare acume investigativo. Ma anche e soprattutto, per l’incondizionata predisposizione ad aiutare e ad amare il prossimo, in una quotidiana lotta contro la prevaricazione.

Il Comandante ha aggiunto che l’Arma, con la sua capillare presenza territoriale in ognuno dei 43 Comuni della provincia, continua a rappresentare un baluardo di legalità, assicurando, in ogni singola realtà, il suo determinante apporto per il mantenimento di sempre migliori livelli di ordine e sicurezza pubblica.

Ha poi precisato che far schierare, sotto il maestoso Tempio della Concordia e davanti alla gente i volti fieri dei Carabinieri di oggi, con le uniformi della nostra tradizione e del nostro presente, è un atto dovuto. È un preciso dovere di Comandante. Nei confronti dei militari, dei loro cari, ma anche e soprattutto dell’intera collettività, in una comunione di emozioni che rinsalda, ogni anno di più, il nostro indissolubile legame con essa.

L’Ufficiale ha infine concluso con un commosso pensiero rivolto ai suoi militari. E ha detto: “Ufficiali, Sottufficiali, Appuntati e Carabinieri, sento il dovere di dirvi grazie! Grazie per la Vostra professionalità! Grazie per la generosità di chi non vuole mai nulla in cambio! Ma soprattutto, grazie per la Vostra umanità, che, da 205 anni, rende la caserma dei carabinieri la casa di tutti gli italiani! Abbiate sempre il sorriso sulle labbra!”

Al termine della cerimonia militare, presentato dalla giornalista Valentina Piscopo, è stato eseguito un concerto a cura degli studenti del Liceo Musicale “Ettore Majorana” di Agrigento, conclusosi con la tradizionale marcia d’ordinanza dell’Arma dei Carabinieri, la “Fedelissima”. Durante la cerimonia, sono stati premiati alcuni carabinieri particolarmente distintisi in operazioni di servizio.

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