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Furto in villa a San Leone, rigettata richiesta di revoca misura

Il Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto ha rigettato la richiesta della difesa, la quale chiedeva la revoca della misura cautelare nei confronti del ventisettenne favarese Fabrizio Rizzo, finito in manette il 30 aprile scorso, con l’accusa di avere tentato un furto in una villetta, nella località balneare di San Leone. Con lui arrestato Roberto Jovine, 53 anni, originario di Napoli, ma di fatto residente a Montecatini Terme, e domiciliato a Liegi.

Fabrizio Rizzo è il fratello di Mario Rizzo, neo collaboratore di giustizia, già arrestato insieme al cognato, Gerlando Russotto, per un tentato omicidio in Belgio, dopo essersi autoaccusato del delitto, e avere tirato in ballo il fratello della sua fidanzata.

Rizzo e Jovine avevano trascorso qualche giorno in cella, il Tribunale del Riesame di Palermo, aveva applicato a Rizzo l’obbligo di firma, e l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con il divieto di uscire da casa dopo le 20, e prima delle 7 del mattino. Iovine, invece, è raggiunto da un foglio di via obbligatorio.

I due indagati sono stati catturati, dai poliziotti del Commissariato “frontiera” di Porto Empedocle, e da quelli della Squadra Mobile della Questura di Agrigento.
Secondo l’accusa avrebbero tentato un furto in una villa di via Degli Ippocastani a San Leone, forzando una finestra.

Nelle ore successive i poliziotti sono riusciti a recuperare e a sequestrare, nelle vicinanze dell’abitazione di Rizzo, un sacchetto di monili in oro, orologi e altra refurtiva, che, in parte, sono stati già riconosciuti da un’agrigentina che aveva subito, un furto in casa.

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