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Il pentito Quaranta a processo per abusivismo edilizio

Il primo pentito della mafia favarese, Giuseppe Quaranta, doveva comparire, ieri, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, in qualità di imputato per una vecchia vicenda di abusivismo edilizio. Ma il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha inviato alla cancelleria del Tribunale, una nota con la quale spiega, che Quaranta “ha intrapreso un percorso di collaborazione con le autorità giudiziarie di Palermo e Reggio Calabria, e per ragioni di sicurezza non è possibile disporne il trasporto in tribunale”. Nell’ottobre del 2014 i carabinieri della Tenenza di Favara, lo hanno denunciato per costruzione abusiva perché, nella sua villetta di contrada “Petrusa”, hanno scoperto una piattaforma di calcestruzzo di 110 metri quadrati, completamente abusiva. Insieme a Quaranta è stata denunciata la moglie Carmela Signorino Gelo, che avrebbe commissionato i lavori; Giovanni Graceffa il titolare dell’impresa, che gli ha fornito il calcestruzzo, l’autista dell’impresa Pietro Martello, e un operaio Calogero Maglio di Favara. Quest’ultimo è stato arrestato nell’ambito della maxi inchiesta antimafia “Montagna”, nella quale è stato coinvolto lo stesso Quaranta. Il giudice Miceli ha fissato una nuova udienza del processo per il prossimo 22 maggio. In quella data Quaranta sarà presente in aula in video collegamento.

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