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Legge stabilità, l’Ars approva norma: 4.571 Asu stabilizzati. Gli interventi di Attiva Sicilia, Pullara e Di Caro

L’Ars ha approvato la norma del Ddl stabilità che stabilizza 4.571 lavoratori Asu, il via libera stamani dopo la riscrittura presentata dal governo. “Giornata importante, si è risolto un problema che sembrava irrisolvibile: ringrazio tutti per il lavoro fatto, si sta chiudendo una pagina aperta trent’anni fa”, ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. “Speriamo che non si riapra più la pagina del precariato – ha aggiunto l’assessore al Lavoro, Antonio Scavone -. Chiudiamo una pagina in grande armonia, ringrazio i sindacati, il governo nazionale che con la finanziaria ci ha dato la possibilità di trovare uno spazio dove inserirci. Partiamo da 14 ore di lavoro per questo personale – conclude Scavone – Riteniamo che molti potranno accedere al prepensionamento e questo ci consentirà di avere capienza finanziaria per tutti gli Asu”.

“Un grande traguardo per una categoria che da oltre 20 anni non ha mai avuto riconosciuti i diritti di una stabilità lavorativa e di un futuro che potesse avere delle certezze – affermano i deputati regionali di Attiva Sicilia, Valentina Palmeri, Angela Foti, Sergio Tancredi, Elena Pagana e Matteo Mangiacavallo – Nella norma abbiamo anche previsto che l’assessorato provveda immediatamente a fare una ricognizione nel bacino per individuare coloro che sono interessati alla fuoriuscita. Ci auguriamo che i fondi stanziati dal governo siano sufficienti per onorare gli impegni assunti con la categoria dei lavoratori”.

“Ora si! Finalmente siamo arrivati oggi positivamente all’epilogo che riguarda i precari del personale Asu. Approvata in finanziaria l’articolo per la stabilizzazione degli Asu”. Sono le parole del deputato Carmelo Pullara presidente e segretario politico organizzativo di “Onda”. Il governo – prosegue Pullara – regionale aveva accolto la mia richiesta avanzata nella precedente legge finanziaria, prevedendo un preciso articolo in questa finanziaria,  dando finalmente via libera al piano regionale per la stabilizzazione dei 5 mila precari ASU rimasti alla Regione.  Un grande risultato raggiunto per questa categoria  di precari impegnati da oltre dieci anni  in attività socialmente utili presso enti pubblici e rimasti esclusi da ogni concorso e piano di stabilizzazione. Si è votato in questo momento l’articolo 46 che preveda la stabilizzazione per questa categoria di lavoratori, che da anni attendono e che per la cui vicenda finalmente oggi possiamo mettere la parola fine. Oggi  – conclude Pullara -con l’articolo 46 di questa finanziaria diamo dignità a tanti lavorati e ad altrettante famiglie che possono guardare, soprattutto in questo momento storico, ad un futuro più sereno e più roseo”.

“Grazie ad una norma del governo Conte e il lavoro del M5S in commissione quinta all’Ars oggi abbiamo scritto la parola fine a quasi 30 anni di lavoro nero legalizzato. Abbiamo restituito dignità ad una platea di 4800 persone Asu che si avviano finalmente ad un percorso di stabilizzazione”.  A dichiararlo è il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Giovanni Di Caro nel corso del dibattito d’aula per l’approvazione della legge finanziaria regionale dopo l’approvazione dell’articolo 46 che prevede il percorso di stabilizzazione del personale Asu dei Comuni siciliani.  “Da oggi i lavoratori Asu che nei fatti reggono i nostri Comuni – spiega Di Caro – sono lavoratori di fatto e di diritto. Si tratta di una giornata storica che mette la parola fine ad uno dei capitoli meno nobili della politica regionale siciliana. Questi lavoratori infatti da decenni prestano la loro opera nei nostri Comuni ma non hanno mai avuto nessuna garanzia circa il loro destino professionale, non hanno mai visto versato un euro di contributi e sono stati utilizzati come vero e proprio bancomat elettorale da indirizzare a seconda degli umori del candidato di turno. Io ed il mio gruppo parlamentare siamo vicini a questi lavoratori e alle loro famiglie e vogliamo condividere con loro la soddisfazione per questo risultato”, conclude Di Caro.
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