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Arresto fisioterapista agrigentino: “E’ accusato di avere violentato disabili”

Emergono altri particolari sull’arresto dell’operatore sanitario, specializzato in fisioterapia, effettuato dai Carabinieri della Stazione di Agrigento, insieme ai loro colleghi del Nucleo Operativo, poiché durante le sessioni di riabilitazione avrebbe violentato pazienti con disabilità fisiche e psichiche.
I dettagli sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del pubblico ministero Paola Vetro, titolare del fascicolo, del comandante provinciale, col. Vittorio Stingo, del capitano Marco La Rovere, del tenente Alberto Giordano, del maresciallo della Stazione di Agrigento, Salvatore Pecoraro. 

Le indagini, svolte nelle ultime settimane con ausili tecnici audio/video, sono state minuziose ed attente: ci sono svariati episodi di violenza sessuale da valutare, ma la condotta posta in essere dall’uomo sembra essere inequivocabile: approfittando delle difficoltà fisiche, soprattutto mentali, durante i trattamenti di fisioterapia, avrebbe assunto atteggiamenti equivoci, sessualmente espliciti, fino a compiere veri e propri atti di violenza sessuale, su quel materassino che non permetteva alle vittime di ribellarsi.

Durante l’ultima seduta, i militari dell’Arma sono piombati nello studio, allontanando l’operatore sanitario dalla donna, che nel frangente stava tentando di divincolarsi. Immediatamente arrestato, di concerto con l’Autorità giudiziaria, l’uomo è stato condotto presso la sua abitazione, in regime di arresti domiciliari. Le indagini, coordinate dal procuratore capo Luigi Patronaggio, proseguiranno ora per appurare altri episodi di violenza avvenuti all’interno dello studio.

Sull’arresto del fisioterapista riceviamo e pubblichiamo la nota del difensore, l’avvocato Giuseppe Scozzari. “Apprendo solo dai giornali le accuse mosse al mio assistito. Apprendo altresì che si terrà a breve una conferenza stampa sul tema. Preciso che indagato e difensore non sono ancora stati messi nelle condizioni di conoscere il capo di accusa ancorché provvisorio; il fermo non è ancora convalidato. In uno stato diritto non dovrebbe accadere che la stampa conosca prima degli interessati fatti e atti oggetto di indagine anche e soprattutto con riferimento ad accuse relative a reati di natura così delicata. Sì invita ad una riflessione in merito”.

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