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Caccia in crisi, in tanti non rinnovano il porto d’armi e non pagano le tasse

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’a UN.A.VE.S. (Unione associazione venatorie siciliane), a firma del presidente Calogero La Porta, indirizzata al presidente della Regione Nello Musumeci, e al presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè.
“L’Un.A.Ve.S., composta dalle associazioni venatorie riconosciute raffigurate, con la presente vuole rappresentare che la situazione della caccia in Sicilia oggi evidenzia molte criticità che si sono susseguite negli anni pregressi fino al collasso. Infatti, come sicuramente le SS.VV. sono al corrente, negli ultimi anni sistematicamente i cacciatori e lo stesso Assessorato dell’Agricoltura hanno subìto i ricorsi al Tar sui Calendari Venatori da parte delle associazioni ambientaliste, che hanno cagionato il regolare svolgimento dell’attività venatoria dei cacciatori, i quali pur pagando le tasse sia statali che regionali si sono visti mancare molte giornate di caccia e diverse specie cacciabili”.
“Ciò ha messo in risalto tante incomprensioni tra i cacciatori e la Regione, tanto da convincere molti di essi a non rinnovare il porto d’armi, e a non pagare le tasse (questo è riscontrabile sicuramente dalle minori entrate della Regione sui relativi capitoli negli ultimi anni). Dal canto nostro, ci teniamo sottolineare le innumerevoli attività che svolgiamo nel mondo venatorio, per la tutela dell’ambiente, del mondo agricolo in collaborazione con le Istituzioni e presenti in occasioni di intervento per calamità naturali, che non stiamo qui ad elencare. Noi riteniamo, ormai con convinzione come provato negli ultimi anni, che la Regione Sicilia manifesta molte lacune nei diversi campi che riguardano la caccia, che in breve si riassumono in quelle più importanti, in ordine di urgenza”.
“1- dare la giusta funzionalità alle Ripartizioni Faunistico venatorie; in atto le RR.FF.VV., uffici periferici provinciali dell’Assessorato dell’Agricoltura, non sono dotate di personale dipendente in numero adeguato tale da sopperire alle esigenze istituzionali; N.B.- le
RR.FF.VV. sono state private del personale che prima, ultimo quinquennio, costituiva l’ organico sufficientemente necessario, mentre oggi sono dotate di personale ridotto ai minimi termini, per cui necessitano di personale atto ad affrontare i compiti istituzionali previsti dall’art. 8 della L.R. n. 33/97, dalla lettera a) alla lettera t) e dall’art. 10, dal comma 1 al comma 6 della stessa legge, dei quali se ne elencano alcuni: organizzare i censimenti, essere presenti nel territorio al fine di monitorare la presenza della selvaggina, coordinare e collaborare per i servizi di vigilanza venatoria ed ambientale, ripopolamenti di selvaggina stanziale e tanti altri servizi istituzionali e amministrativi, tra i quali elenchi AA.TT.CC., relazioni tecniche su richieste rimborsi danni all’agricoltura, relazioni tecniche su richieste istituzione Zone Cinologiche, Aziende Agro Venatorie, riunioni con i comitati provinciali, coordinamento servizi di vigilanza e ambientale, ecc. ecc. ecc;
“2- censimenti della selvaggina stanziale, coniglio selvatico, lepre, coturnice; N.B.- si sottolinea che la coturnice e la lepre non sono cacciabili da anni per mancanza di censimenti, mentre il coniglio per l’anno venatorio 2018/2019 non è stato cacciabile per l’intero anno per mancanza di censimenti e per l’anno 2020/2021 è stata sospesa per lo stesso motivo; per l’anno 2021 – 2022 la Regione  deve provvedere in tempi brevi al fine di evitare ritardi che possano creare dubbi e convincere il cacciatore a non rinnovare il porto d’armi caccia e quindi non pagare le tasse. Si ritiene utile un ripopolamento del coniglio selvatico negli aa.tt.cc. dove è stata accertata la minor presenza nel censimento del 2019”.
“3- il parere all’I.S.P.R.A. deve essere richiesto in tempi adeguati per essere sottoposto al parere del C.R.F.V. in modo da potere pubblicare il Calendario Venatorio entro il 15 giugno come previsto dalla L.R. n. 33/97. N.B. – ogni anno vediamo pubblicare il C.V. nel mese di Agosto !?”.
“4- redazione del nuovo Piano Regionale Faunistico Venatorio; N.B. – il P.R.F.V. 2013 – 2018 è scaduto e deve essere aggiornato”.
“5 – istituzione dei Comitati di Gestione; N.B. – affidare la gestione del territorio alle associazioni venatorie, alle associazioni ambientaliste, agli agricoltori, agli allevatori di contribuire al controllo e gestione del territorio in materia di fauna, ambiente, sorveglianza ecc; sebbene la legge n. 157/92 lo preveda in Sicilia non sono mai stati istituiti, mentre nelle Regioni d’Italia sono operanti; la stessa L.R. n. 33/97 , art. 8 ultimo comma ( 3 ) prevede ai compiti di cui alle lettere a), b), c), h), m), n), p) del comma 2 le Ripartizioni Faunistiche venatorie provvedono previa acquisizione del parere del comitato di gestione dell’ambito territoriale di caccia”.
“6 – costituzione di un capitolo di spesa dedicato alla caccia, c.d. tassa di scopo, con parte di entrate delle tasse pagate dai cacciatori; N.B. – la Regione Sicilia incassa entrate per oltre 6.000.000 euro e sarebbe normale e giusto destinare fondi per le attività venatorie ed ambientali sopra elencate, in favore del cacciatore siciliano, e soprattutto per la stessa Regione Sicilia per la gestione programmata
e controllata del territorio, oggi abbandonata a se stessa. Tra breve sarà necessario espletare i censimenti, quantomeno del coniglio selvatico, passione di circa il 70% dei cacciatori siciliani, che dovrebbe iniziare da subito ed occorrono finanze, mezzi e persone e la Regione deve adoperarsi per la programmazione ed esecuzione e dimostrare di mantenere il buon nome di Regione Siciliana. Tutto ciò premesso, appare chiaro che la scrivente vuole essere da sprone e sollecitare per l’appunto la Regione per essere in grado di sopperire in tempi utili le precarietà e manchevolezze del settore caccia e ritiene, altresì, sia impensabile continuare una gestione
faunistica fallimentare come finora è stato, ma è necessario, urgente ed indispensabile dare una svolta e che codeste presidenze
dispongano un intervento con efficacia e con tempestività per soddisfare le predette necessità e valutare la possibilità di creare un
Servizio Venatorio autonomo, con il quale potere interloquire e collaborare al fine di dare ai cacciatori siciliani ogni anno un calendario venatorio dignitoso e soprattutto inattaccabile. La Regione Sicilia deve capire che la caccia e i cacciatori sono un investimento economico e politico che non ha e non avrà fine”.
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