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Canicattì, uccise compaesano al culmine di lite: concessi domiciliari a 69enne

Lascia il carcere e concessi gli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, Carmelo Rubino, 69enne, di Canicattì, l’agricoltore pensionato di 69 anni, reo confesso dell’omicidio del coetaneo e compaesano Vincenzo Sciascia Cannizzaro, ucciso con due colpi di pistola al volto al culmine di una lite.

Lo ha deciso il giudice del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, pochi giorni dopo il rinvio a giudizio dell’imputato, accogliendo la richiesta dei legali difensori, gli avvocati Diego Guadagnino e Francesco Gibilaro.

Le esigenze cautelari si sono affievolite anche per il lungo periodo di detenzione in carcere da parte di Rubino, che deve rispondere di omicidio aggravato con le aggravanti della premeditazione e dell’avere agito “per motivi abietti e futili”, oltre alla detenzione di arma clandestina. L’omicidio è avvenuto il 27 settembre dell’anno scorso, in contrada “Calici”, alla periferia canicattinese.

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