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Inchiesta “Sorella Sanità”, faccendiere canicattinese svuota il sacco

Ha deciso di collaborare con la giustizia, ma non è un pentito, Salvatore Manganaro, 44 anni di Canicattì, imprenditore-faccendiere ben inserito nel mondo della sanità siciliana, coinvolto nell’operazione “Sorella sanità”, condotta sul campo dalla Guardia di finanza.

Il 44enne avrebbe deciso di svuotare il sacco, svelando come funziona il mondo illecito della sanità siciliana. Il canicattinese dal 21 maggio scorso si trova in carcere, arrestato insieme al manager dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani, al capo della struttura anti-Covid della Regione Sicilia, Antonio Candela ed altre sette persone.

Dopo un paio di settimane di reclusione è stato sentito dai Pubblici ministeri Giovanni Antoci e Giacomo Brandini, offrendo loro la sua disponibilità a collaborare. Il 1° giugno scorso il primo interrogatorio, poi si sono susseguiti altri verbali. E sono tanti i nomi di politici siciliani che Manganaro mette a verbale. Lo riporta il quotidiano La Sicilia nell’edizione di oggi.

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