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Agrigento, la Corte di appello ribalta la sentenza. Pestato a sangue, cancellate 4 condanne

I giudici della Corte di Appello di Palermo, in accoglimento dell’appello dei difensori, hanno assolto “per non avere commesso il fatto” quattro imputati, di origine rumena, residenti nell’Agrigentino, accusati di avere brutalmente picchiato con una spranga un loro connazionale. Si tratta di Joan Mindirigiu, 40enne, residente a Ravanusa, difeso dall’avvocato Angela Porcello, Gheorghe Bodgan Tanase, 22 anni, residente a Licata, difeso dall’avvocato Di Giovanna,  Iosif Dobrea, 39 anni, domiciliato a Grotte, difeso dall’avvocato Di Fede, e Alin Dragos Rauta, 31 anni, anche lui domiciliato a Grotte. E’ stata riformata la sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, riqualificando il fatto da tentato omicidio in lesioni gravissime. In primo grado il Gup aveva condannato Mindirigiu a 6 anni e 8 mesi di reclusione, e gli altri tre a 3 anni e 6 mesi.

I quattro giovani rumeni, senza fissa dimora, erano stati arrestati, per il brutale pestaggio di un loro connazionale ventinovenne, compiuto a pochi metri dai binari della stazione ferroviaria di  Licata. Il poveretto sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni, e anche con un bastone di ferro, tanto da riportare gravi ferite su tutto il corpo. Le più importanti al viso e alla schiena. Dopo un’indagine lampo erano stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Licata, a fermare i quattro. Da una prima analisi dei fatti il branco si è scagliato contro il ventinovenne per futili motivi di convivenza. I quattro come la vittima, infatti, da tempo occupano abusivamente un casolare in stato di abbandono, all’interno dell’area della stazione ferroviaria. Un giaciglio di fortuna in mezzo alla sporcizia, escrementi e rifiuti di ogni genere.

 

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