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Uva Italia è allarme furti . Agricoltori ed imprenditori chiedono intervento istituzioni.

E’ allarme tra imprenditori e braccianti agricoli di Campobello di Licata e di altri comuni dell’hinterland. In piena raccolta dell’uva Italia, si stanno verificando dei furti del prodotto che quest’anno è stato interessato da un fenomeno il “cracking” che ha ridotto notevolmente la produzione. Gli addetti ai lavori, lamentano, che da quando è iniziata la vendemmia sono stati diversi i furti subiti da persone che addirittura giungerebbero in provincia di Agrigento da altre zone della Sicilia come ad esempio dal catanese o dal palermitano. Agricoltori ed imprenditori del settore che in qualche caso hanno già sollevato la problematica ai sindacati di categoria ed in qualche episodio interessando gli amministratori dei comuni dove la coltivazione di uva da tavola del tipo Italia, è abbastanza ingente. Qualcuno ha pensato di correre ai ripari da solo “ingaggiando” dei guardiani notturni i quali hanno il compito di vigilare l’uva appesa ancora alla pianta altri invece chiedono un aiuto “istituzionale”. Che i furti di uva siano iniziati, lo dimostrano anche le recenti operazioni dei carabinieri dove ad esempio a Licata, hanno sorpreso in flagranza di reato delle persone del posto i quali a tarda sera avevano fatto incetta di uva caricandola sulle proprie autovetture. Uva che poi, viene rivenduta a prezzi che oscillano dall’euro all’euro e cinquanta centesimi nelle piazze cittadine garantendo guadagni facili ed anche abbastanza ingenti ai ladri. I vigneti in questo periodo sono abbastanza “carichi” del frutto, considerato che spesso è abitudine degli imprenditori agricoli raccogliere l’uva sino a dicembre. Prodotto, che venduto nei mercati del Nord Italia ma anche in nazioni come Francia, Inghilterra, Svizzera, Austria, garantisce loro guadagni sopra la media rispetto a quando può essere realizzato in questo preciso momento. Ed allora il grido d’aiuto da parte degli addetti ai lavori è quello di una richiesta di aumento della vigilanza da parte delle forze dell’ordine nelle zone dove insistono vigneti e dove l’uva che viene coltivata è quella del tipo Italia. Nei prossimi giorni, una lettera formale dovrebbe essere inviata al Prefetto di Agrigento, Dario Caputo affinchè la questione venga affrontata in maniera determinate.  Intanto, tra gli addetti ai lavori la paura cresce perché perdere migliaia di chili del  prodotto dopo un intero anno di sacrifici significherebbe mettere in ginocchio un comparto già abbondantemente compromesso dal “Cracking”. Comparto agricolo che in questo modo non riuscirebbe nemmeno a recuperare le spese affrontate nel corso della stagione preparatoria e per sostenere i costi della manodopera che viene utilizzata regolarmente in questo periodo di vendemmia.

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