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Il tragico incidente al Giro d’Italia, automobilista torna in libertà

Lascia i domiciliari e torna in libertà Gaetano Agozzino, settantenne, di Agrigento, coinvolto nell’incidente stradale, costato la vita al motociclista Leonardo D’Amico, il quarantottenne di Sambuca di Sicilia, la mattina del 9 maggio scorso, all’altezza del bivio di contrada “Maddalusa”, lungo la strada statale 640, e quel giorno percorso di una tappa del “Giro d’Italia”, da Agrigento a Santa  Ninfa.

Sono scaduti infatti, i termini di custodia cautelare, a cui il pensionato era sottoposto. Deve rispondere della pesante accusa di omicidio stradale colposo. Allora in seguito all’arresto aveva reso dichiarazioni spontanee, raccontando come sono andati i fatti, al procuratore aggiunto Salvatore Vella, al sostituto procuratore Paola Vetro (titolare del fascicolo) e al comandante della Polizia Stradale di Agrigento, Andrea Giuseppe Morreale.

Lo ha definito un momento di “autentica follia”, dopo una discussione con gli operatori di Anas, per passare ad ogni costo. Agozzino quella mattina si era recato a Maddalusa per fare una corsetta, come suo solito, ma nel frattempo la strada era stata chiusa al traffico per l’imminente passaggio dei ciclisti. Alla vista delle transenne, ha avuto un alterco verbale, dai toni abbastanza accesi, con i due operatori dell’Anas, in servizio nella zona, che gli avevano impedito il passaggio.

All’ennesimo diniego, oramai fuori di sé, sarebbe salito sulla sua Fiat Stilo, e accelerando ha rischiato di investire uno dei dipendenti di Anas, poi si sarebbe “fiondato” sulla strada statale, impattando con la motocicletta, con in sella D’Amico, appena sopraggiunta.

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