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Porto Empedocle, sequestrati beni per 500 mila euro ad un usuraio

La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, su proposta del questore di Agrigento, Maurizio Auriemma, ha emesso un provvedimento di sequestro di beni, di proprietà o nella disponibilità di Alfonso Zambito, 45 anni, di Porto Empedocle, già condannato con sentenza irrevocabile per il reato di usura.

I sigilli sono stati apposti a due appartamenti, quattro locali commerciali, e un terreno edificabile, tutti nel Comune di Porto Empedocle. Il valore approssimativo dei beni rientranti nel provvedimento di sequestro è di circa 500.000 euro. La misura arriva ad esito di mirati accertamenti patrimoniali effettuati dal personale dell’Ufficio misure di prevenzione patrimoniali della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Agrigento.

La proposta di applicazione del sequestro preventivo scaturisce dalle risultanze dell’operazione “Easy Money” svolta dagli agenti della Squadra Mobile, e che portò alla condanna di otto persone per il reato di usura in concorso.

Le indagini, che portarono all’operazione erano scaturite dalle dichiarazioni dell’ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara il quale aveva raccontato di un vasto giro di usura, del quale era rimasto vittima unitamente ad altre persone, con tassi di interesse variabili tra il 120 per cento ed il 394 per cento annuale.

Ad aggravare la posizione di Zambito anche un’altra condanna subita nel 2004, per i reati di associazione per delinquere e usura a seguito dell’operazione denominata “Anaconda”, condotta dai Carabinieri di Porto Empedocle.

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