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Canicattì diserta “Una marcia per la vita”. Presenti un centinaio di persone

13754336_1430375076989642_2900836076810536991_n“Una marcia per la vita”, iniziativa promossa dal comitato “Pro ospedale” Canicatti guidato da Salvatore Castellano in stretta collaborazione con il locale club “Vespatizzati” di cui è presidente Antonio La Mantia è stata un vero e proprio fallimento. Alla manifestazione che si è tenuta ieri sera con l’obiettivo di potenziare il Barone Lombardo di contrada Giarre, hanno preso parte in tutto oltre un centinaio di persone. Troppo poche per un problema molto sentito e che nei giorni che hanno preceduto l’iniziativa hanno visto sia  Castellano quanto La Mantia lanciare diversi inviti al fine di sensibilizzare i canicattinesi, la classe politica regionale e nazionale agrigentina, il clero e le amministrazioni comunali dei paesi del circondario ad essere presenti. Ed invece, diciamocelo con tutta franchezza e senza nascondersi dietro un dito, la manifestazione è stata disertata. E se non fosse stata per la massiccia presenza dei soci del club canicattinese “Vespatizzati” e di quelli di altri club che hanno sposato la finalità della manifestazione come quelli di Agrigento, Racalmuto, il “Pirandello” di Agrigento ed il “Gattopardo” di Palma di Montechiaro ai quali bisogna aggiungere anche gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza, l’arma dei carabinieri, la polizia municipale, la protezione civile e la Croce Rossa Italiana di certo il numero sarebbe sceso drasticamente. Ma è doveroso evidenziare invece la presenza del sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura, del suo vice Tommaso Vergopia, degli assessori comunali Katia Farrauto, Enzo Di Natali e Davide Lalicata, i consiglieri comunali della lista “Uniti per Canicattì”, l’ex parlamentare regionale Giancarlo Granata e i candidati sindaco alle recenti amministrative Ivan Paci, sconfitto al ballottaggio del 19 giugno da Di Ventura e l’avvocato Giovanni Salvaggio. Degli altri invece nessuna traccia così come nessuna traccia dei canicattinesi. La marcia per la vita ha avuto inizio qualche minuto dopo le 20.30 con concentramento in piazza San Diego da dove si è snodato il corteo che ha percorso viale Regina Margherita, viale della Vittoria, viale giudice Saetta per poi fermarsi davanti l’ospedale Barone Lombardo dove si è tenuto un sit in. Quindi il corteo si è sciolto ed ognuno ha fatto rientro nelle proprie case. Rimane il rammarico e lo sottolineiamo ancora una volta, che l’iniziativa non ha avuto l’effetto sperato e tra i promotori rimane il rammarico di un vero e proprio fallimento e che i sacrifici alla fine si sono rivelati vani. A questo punto è logico fare una riflessione personale. D’ora in avanti e a seguito di quanto dimostrato, sarebbe più opportuno che i canicattinesi non si lamentassero più visto che tirano il sasso e nascondono la mano. Quando si decide di scendere in “guerra” non bisogna dire “armiamoci e partite” ma armiamoci e partiamo….perchè solo con l’unione si fa la forza. Da soli non si va da nessuna parte, ed ecco perché bisogna essere compatti per ottenere qualcosa. Intanto il club “Vespatizzati” nell’ambito della marcia per la vita, hanno promosso  contestualmente un’altra iniziativa. Un vero e proprio gesto di altruismo e solidarietà con la vendita finora di 700 portachiavi il cui ricavato servirà all’acquisto di una apparecchiatura da donare al reparto di pediatria della struttura sanitaria canicattinese di contrada Giarre che serve un bacino di utenza di oltre 100 mila persone.

Pino Barbara

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