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Da Gela una lettera a Renzi: “La città non vuole morire”

Il petrolchimico a Gela (Cl). ANSA/FRANCO INFURNA

Gela – I sindacati hanno scritto una lettera aperta al presidente del consiglio, Matteo Renzi, per sensibilizzare il governo.

“Questa è la vertenza di una intera città che non vuole morire – si legge sulla missiva – Al presidente del consiglio si chiede di accelerare la firma dell’accordo di programma per facilitare la riconversione green della raffineria e la spesa degli annunciati finanziamenti Eni per 2,2 miliardi in Sicilia, avviare gli interventi di bonifica del territorio e consentire gli insediamenti produttivi di aziende private nelle aree dismesse del petrolchimico. L’urgenza delle risposte è dettata dalla crisi occupazionale che vede mille dipendenti dell’indotto rischiare il posto di lavoro, dopo che alcune decine di lavoratori sono stati già licenziati.

Intanto i commercianti temono che la chiusura del petrolchimico possa ripercuotersi sull’economia locale ed incrementare il racket in città.

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