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La Caritas diocesana presenta il report dell’ultimo quinquennio. Dati in peggioramento

valerio-LandriLa Caritas diocesana presenta il report delle attività svolte nel quinquennio mettendo in risalto come “Sono 2.000 le persone che si sono rivolte al Centro di Ascolto Diocesano in questi 5 anni di attività, 1.019 uomini e 981 donne, ma il sostegno e l’accompagnamento della Chiesa Agrigentina è stato rivolto all’intero nucleo familiare, pertanto a circa a 8.000 persone. In media il 69,43% delle persone incontrate è di cittadinanza italiana, mentre gli stranieri si attestano al 30,57%”

Il Report nasce dal lavoro dell’Osservatorio Diocesano per le povertà e le risorse che ha il compito di elaborare i dati raccolti dai Centri di Ascolto Caritas per offrire alla Chiesa diocesana un quadro complessivo delle sue fragilità e delle risorse ed ha provato a sintetizzare cinque anni di ascolto del territorio (2010-2014) evidenziandone l’evoluzione sociale ed offrendo una sua lettura profetico-sapienziale.

“I dati – si legge – evidenziano come dal 2010 al 2014 ci sia stato un generale peggioramento della condizione socio-economica e professionale delle persone che si sono rivolte ai centri di ascolto: lo status più diffuso è quello di disoccupati (70,16%), seguono gli occupati (18,33%), i pensionati (5,09%), gli inabili parzialmente/totalmente al lavoro (2,07%) ed i casalinghi (1,65%). Un aspetto non secondario, riscontrabile dalle storie delle persone che si sono rivolte al Cda, è che per le cosiddette ‘famiglie abituali’, cioè che regolarmente chiedono aiuto, la mancanza di un’occupazione è, spesso, solo la punta dell’iceberg di una serie di disagi di varia natura (difficoltà relazionali, familiari, giudiziarie, etc).

La tipologia di intervento prevalente è rappresentata dall’erogazione di sussidi attraverso il pagamento di servizi (utenze, tasse, affitti) (32,36%). Non indifferenti sono le percentuali riconducibili ai coinvolgimenti (27,65%). Seguono poi gli interventi relativi ai beni materiali (9,42%), consulenze (8,51%) e orientamento (8,37%).

Esiste un consistente squilibrio tra il numero complessivo delle richieste e quello degli interventi specie nelle ipotesi di richieste di sussidi economici, lavoro e beni/servizi materiali. Nel caso di sussidi economici, malgrado anche tra gli interventi figurino al primo posto, lo scarto rispetto alle richieste è sostanziale. Tale aspetto è spiegato con il fatto che per il Cda della Caritas diocesana di Agrigento non sempre è possibile, o opportuno in un’ottica di educazione alla sobrietà e alla possibilità di mantenere uno stile di vita dignitoso, far fronte a queste richieste”.

Come dichiarato dal direttore del Centro per la Carità dell’Arcidiocesi di Agrigento Valerio Landri, “La Caritas ha una funzione prevalentemente pedagogica. Ascoltare è il primo modo per dire al povero che ci interessa come persona e non come somma di bisogni, che anche lui è una ricchezza per noi, che dalla sua storia anche noi possiamo imparare qualcosa per la nostra vita. Questo ci mette in movimento, per usare la nostra creatività, sensibilità, intelligenza e tutte le nostre competenze perché si possa concretizzare il progetto di una comunità in cui ciascuno può trovare posto. Questo vuol dire sostenere ed accompagnare, cioè farsi prossimo, evitando il rischio di sostituirsi alla persona in ciò che questa può fare con le proprie risorse, per non deresponsabilizzarla, ma anzi perché partecipi attivamente al processo di risoluzione delle sue difficoltà”.

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