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Intimidazioni agli amministratori: Agrigento al I posto. L’INCHIESTA


imagedi Gabriele Terranova – Incendi di auto o abitazioni, minacce esplicite, buste di proiettili. Dura la vita degli amministratori locali al Meridione. È quanto emerge dal rapporto di “Avviso pubblico”, analizzato nel numero di questa settimana di “ASud’Europa”, che mette in luce la difficoltà degli uomini e donne che hanno scelto di mettersi in gioco per contribuire a governare la propria comunità con trasparenza e legalità. Il record di intimidazioni spetta alla Calabria con 87 episodi, segue la Sicilia con 49 e la Campania con 29. La provincia siciliana che registra il maggior numero di casi nel 2011 è quella di Agrigento seguita da Palermo, Catania e Caltanissetta. L’associazione “Avviso pubblico”, dunque, ha stilato un rapporto, analizzato dal settimanale “ASud’Europa”, sui casi di minacce e intimidazioni subite dagli amministratori italiani, la percentuale più alta è stata registrata al Sud. Nel 2011 in Sicilia sono stati rilevati circa 12 casi di intimidazioni e minacce agli amministratori locali. La provincia con la più alta percentuale di avvenimenti è la nostra, seguita da Caltanissetta e Palermo.

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Alcuni esempi: il 4 gennaio del 2011, tre buste contenenti proiettili ed un messaggio di minacce sono state recapitate al direttore e segretario generale della Provincia di Agrigento, Giuseppe Vella, al direttore dell’ufficio Finanze e bilancio Fabrizio Caruana ed al direttore delle risorse umane Aldo Cipolla. Una lettera di minacce anche all’ex presidente della Provincia Eugenio D’Orsi. Sempre a gennaio l’allora sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, trova sul parabrezza della sua auto una busta con all’interno due proiettili calibro 38 ed un ritaglio di giornale con la sua foto e la scritta “2011”. Poi sono stati incendiati il portone dell’abitazione e la saracinesca del garage dell’assessore comunale alle politiche sociali di Palma di Montechiaro Giuseppe Vinciguerra, marito del dirigente del commissariato di pubblica sicurezza di Licata, e la roulotte della madre del sindaco di Lampedusa. Il sindaco di Menfi ha ricevuto due buste contenenti minacce di morte nel giro di pochi giorni. A Licata un involucro contenente una lettera di minacce al sindaco Angelo Graci, più 3 proiettili calibro 9 ed una cartuccia di fucile calibro 12 è stato lanciato da una macchina in corsa davanti alla sede della Polizia . Lettera di minacce anche per il sindaco di Siculiana, Maria Giuseppa Bruno, eletta dopo un periodo di commissariamento, seguito allo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose. A febbraio, nell’ufficio postale di Porto Empedocle, è stata intercettata una busta con un proiettile indirizzata all’ex sindaco Paolo Ferrara, il quale, con le sue denunce, ha dato il via all’operazione “Easy Money”, che ha permesso di smantellare un’organizzazione di usurai. A marzo arriva la terza lettera intimidatoria in quattro mesi al sindaco di Menfi, Michele Botta, e sul cofano della sua automobile viene lasciata una tanica piena di benzina.

Nel Febbraio del 2015 é toccato invece al Sindaco di Naro, Lillo Cremona, al quale é stato incendiato il portone della propria abitazione.

Adesso é toccato al Sindaco di Castrofilippo, Calogero Sferrazza. Una busta con tre proiettili é stata recapitata nell’ufficio del primo cittadino.

A indagare, su quasi tutti i casa sono i Carabinieri.

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