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Cgil, Cisl e Uil intervengono sulla vicenda Girgenti Acque

Girgenti-Acque-400x215A due giorni dall’aggressione subita da un dipendente di Girgenti Acque a Cattolica Eraclea, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto esprimono la loro solidarietà al dipendente e si dicono “seriamente preoccupati per il clima complessivo in cui viene a svolgersi questa attività lavorativa, specie quando i lavoratori debbono dare seguito a scelte aziendali discutibili quale quella di sigillare anche la immissione in fognatura”.

Per i tre sindacalisti “Bisogna rasserenare un clima avvelenato da una contrapposizione che rasenta l’odio verso le Società Girgenti Acque e Siciliacque, colpevoli di avere trasformato un diritto primario di ogni essere umano in un business”.

Raso, Saia e Acquisto ricordano come “non ci piacciono i metodi di direzione che questa società si è data e che gli sono stati consentiti dal ‘sonno della ragione’ dell’Ato Idrico nel consiglio del quale siedono i sindaci di tutti i Comuni della provincia che hanno, nel tempo, approvato Regolamento e Carta dei Servizi non ‘a misura di Cittadino’ ma ‘a misura degli interessi di Girgenti Acque’ e non opera come organo di controllo”. E nell’evidenziare come “questo ha creato e crea malcontento poiché i cittadini sono costretti a sobbarcarsi oneri pesanti in una situazione di crisi e di povertà diffusa”, non giustificando affatto ma anzi condannando fermamente la violenza, per gli esponenti di Cgil, Cisl e Uil, quanto sta succedendo “pone l’urgenza che si dia seguito al pronunciamento popolare che vuole il ritorno ad una gestione pubblica delle risorse idriche”.

Cgil, Cisl e Uil invocano il ritorno alla gestione pubblica acqua ma, anche se questa continuasse a essere privata o mista, “deve corrispondere agli interessi della cittadinanza”.

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