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“Attenzione al gender”. L’avvocato Gianfranco Amato a Canicattì

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Gianfranco Amato – presidente Giuristi per la Vita

Canicattì – “Occorre rivendicare gli articoli 18 e 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.  I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli”. E’ l’invito lanciato da Gianfranco Amato, avvocato e presidente dei Giuristi per la Vita, a quanti hanno partecipato alla conferenza sul tema “Il gender non esiste! Oppure si?”.

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La sala convegni della chiesa di santa Chiara è riuscita a malapena a contenere le numerose persone che sono accorse per assistere all’incontro organizzato dal circolo “La Croce-Canicattì” e dal Dipartimento per la Pastorale dell’Arcidiocesi di Agrigento, con il contributo di altri movimenti ecclesiali cittadini.

Una lunga riflessione quella dell’avvocato Amato, il quale ha illustrato vari casi di bambini, giovani ed adulti – nomi noti nel mondo del cinema, della musica e dello spettacolo – che si ritengono “gender fluid” o “fluxy”, termine più alla moda, sottolineando che quella nata come una tendenza in Gran Bretagna e America, è approdata anche in Italia. “Attenzione soprattutto ai bambini” – ha avvertito il presidente dei Giuristi per la vita, il quale ha menzionato lo scandalo scoppiato in una scuola di Trieste.

Ma cos’è la “teoria gender”? “Della teoria gender non sa niente nessuno – ha sottolineato Amato – qualcuno la confonde con l’educazione sessuale, qualcuno con l’omosessualità e qualcun altro con l’affermazione della parità tra uomo e donna. Questa ignoranza regna sovrana anche nel mondo cattolico. La teoria gender – ha spiegato – è l’idea per cui non si è uomo o donna per come si è nati, ma per come ci si sente al momento e quindi si tratta di un’idea che può variare nel tempo. La teoria viaggia attraverso quattro canali: la legge, la magistratura, i mass media e la scuola”. Per l’avvocato bisogna, quindi, fermare il diffondersi di questa nuova tendenza, soprattutto nelle scuole e fra i più piccoli.

Prima di Gianfranco Amato, aveva preso la parola don Giuseppe Agrò, vicario del dipartimento per la pastorale dell’Arcidiocesi di Agrigento, il quale ha spiegato i motivi per cui la Chiesa ha deciso di sposare l’iniziativa. “La Chiesa è impegnata in un cammino di umanizzazione – ha affermato – in modo da aiutare l’uomo nel suo rapporto con gli altri. Sentiamo il bisogno di informarci, confrontarci e questo è un servizio che la Chiesa deve all’uomo. Ci mettiamo in gioco per migliorare questo servizio, non andiamo mai contro nessuno, per percorrere le vie della fraternità”.

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