Tu sei qui
Home > Cronaca e Attualità > Agrigento > Senza stipendio da mesi. Avviata procedura di raffreddamento dai dipendenti di Villa Betania

Senza stipendio da mesi. Avviata procedura di raffreddamento dai dipendenti di Villa Betania

villa betaniaAgrigento. I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, Alfonso Buscemi, Giovanni Farruggia e Maurizio Danile hanno inviato una nota al Prefetto di Agrigento e alla Commissione di Garanzia esprimendo la “dichiarazione di volontà di sciopero e avvio della procedura di raffreddamento” da parte dei dipendenti dell’Istituto assistenziale “Villa Betania” di Agrigento che non ricevono lo stipendio da marzo. I rappresentanti dell’Istituto, come si legge nella nota, si sono detti impossibilitati a pagare gli stipendi in quanto vantano un credito di circa 460.000 euro dai Comuni di Agrigento e Porto Empedocle.

Loading...

Gli scriventi parlando di “situazione estremamente grave” ed esprimono preoccupazione “per i disagi che gli utenti assistiti potranno subire dalla sospensione delle forniture e dei servizi, nel registrare lo stato d’agitazione dei dipendenti, proclamato in assemblea insieme ad altre azioni di lotta“. Pertanto chiedono “alla Prefettura, con l’urgenza del caso, l’attivazione della prescritta procedura di raffreddamento“.

Alfonso-Buscemi-01-776x600Intervenuto in merito, Alfonso Buscemi ha dichiarato “I Comuni di Agrigento e di Porto Empedocle mettono in ginocchio Villa Betania, istituto di beneficenza pubblico che assiste gli anziani anche per conto dei suddetti Comuni. Ammonta a 460 mila euro il debito maturato, una cifra enorme per un piccolo ente che da circa otto mesi non paga gli stipendi ai lavoratori e non riceve più le forniture di alimentari. È intollerabile il comportamento degli amministratori che non pagano le aziende in quanto a farne le spese sono sempre i lavoratori diretti come nel caso di Villa Betania e indirette con riferimento alle aziende che forniscono i servizi alla stessa. Questo – prosegue Buscemi – non è modo di amministrare e devono smetterla i sindaci che all’inizio del mandato dicono che la colpa è del predecessore, dopo la colpa è della crisi e infine scappano senza dare risposte. Ognuno si assume la responsabilità del proprio incarico e chi non regge o non si sente all’altezza della sfida ne tragga le conseguenze. Ai lavoratori non interessano le chiacchiere. Le motivazioni o le responsabilità pretendono semplicemente che, dopo otto mesi, abbiano quei pochi soldi sudati e onestamente guadagnati per soddisfare le esigenze elementari di una famiglia”

Articoli Simili

Loading...
Copy
Su