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Naro: la pulizia del Duomo pericolante con ‘”autorizzazione” di nessuno

duomo di naro inchiesta terranovaCome titolava un articolo diffuso dai giornali e dalle testate telematiche locali il 21 Agosto del 2013:

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“Naro, il Vecchio Duomo non è proprietà di nessuno”

Stamattina, armati di attrezzi da lavoro, una decina di giovani si sono recati sulla cima più alta di Naro e hanno iniziato a pulire dalle erbacce e dall’immondizia quella che una volta era la cattedrale della Città.

Il Duomo, venne edificato nel 1089 ad opera di Ruggero D’Altavilla al di sopra di una preesistente moschea araba poco dopo la conquista normanna di Naro avvenuta nel 1086 e venne dedicato a Maria Santissima Assunta dagli Angeli. Venne elevato a Chiesa Madre, ad opera di Gualtiero Offmill Arcivescovo di Palermo, nel 1174, anno in cui venne abbandonato il rito ortodosso nella Chiesa di San Nicolò di Bari.[1] Nel 1266 (la seconda domenica di maggio) venne consacrato alla Vergine Annunziata, alla presenza del cardinale Rodolfo, Vescovo d’Albano e legato apostolico di Papa Clemente IV, insieme agli arcivescovi di Palermo e di Bari ed ai vescovi di Agrigento, di Mazara e di Patti.

In una richiesta protocollata all’attenzione del Sindaco di Naro, è stato chiesto di poter entrare all’interno dell’edificio con mezzi meccanici e altri attrezzi per risolvere il problema in maniera ottimale (ndr), sottoscrivendo prima una dichiarazione che declinasse da ogni responsabilità ogni altra persona fisica, giuridica o ente che non fosse l’associazione stessa.

MA L’AUTORIZZAZIONE DA CHI L’HA CONCESSA? Chiaramente non c’è alcuna traccia sui siti istituzionali del Comune di Naro. Ma a parte questo, il Sindaco del comune non poteva concerderla essendo lui un estraneo proprietario di quella struttura, che risulta inserita nell’elenco del “FEC” :

NARO Chiesa dell’Annunziata
NARO SS.ma Annunziata
NARO S. Domenico
NARO SS. Salvatore

Teoricamente e praticamente l’ente di riferimento è il “fondo edifici di culto”.

Di seguito l’articolo del 21 Agosto 2013:

Il Duomo di Naro non è di nessuno. Letteralmente. L’antica struttura normanna, infatti, è attualmente al centro di una vera e propria indagine da parte della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento dopo la “scoperta” che l’edificio non appartiene ad oggi a nessun ente, nonostante per anni si sia dato per scontato che fosse di proprietà comunale. “Ritenevamo fosse nostro – spiega il sindaco di Naro Pippo Morello -, al punto che a fine anni 90 fu proprio il Comune, con fondi della Regione a realizzare gli interventi di recupero che resero il Duomo fruibile come luogo per ospitare iniziative culturali”. Così fino al 2005, quando la frana che interesso la “Fulgentissima” danneggiò anche la struttura costruita nel 1806 da Ruggero D’Altavilla, che è rimasta fino ad oggi puntellata senza che nessuno abbia provveduto a metterla in sicurezza. Le “acque” hanno iniziato a muoversi alcuni mesi fa, dopo un esposto che l’ex sindaco di Naro Mariagrazia Brandara presentò alle forze dell’ordine denunciando lo stato di abbandono in cui versava la vecchia cattedrale del paese. Denuncia che è stata seguita, a quanto pare, da un interessamento prima degli inquirenti e, successivamente, dal Governo Regionale. A Naro, infatti, su invito della stessa Brandara, si è recata poco tempo fa l’assessore regionale Mariarita Sgarlata, che si è occupata prioritariamente delle catacombe paleocristiane, promettendo tuttavia anche interventi sul duomo. “Le gravi condizioni in cui versa – dichiarava – necessitano un’attenzione urgente da parte nostra. Inizieremo con una verifica di quanto già fatto in questi anni per vedere cosa può essere fatto nella programmazione 2014- 2020 per riprendere gli interventi di conservazione di questo splendido gioiello”. Per potersene interessare, tuttavia, è necessario che si provveda a capire a chi appartiene. “Ad oggi – spiega il soprintendente Antonio Fera – il bene non risulta né di proprietà del Demanio regionale, né del Comune né del Fec, il Fondo edifici di culto né tantomeno all’Arcidiocesi, dato che è chiuso ai rituali religiosi dal 1800”. A dire il vero sul sito on line del Fec vi sono ben due chiese dell’Annunziata (il duomo nuovo e quello vecchio, infatti, sono dedicati entrambi alla Vergine). Un’abbondanza che crea confusione così quanto l’assenza di dati, dato che al momento non è chiaro se nel Fec sia inserito il duomo normanno o quello successivo.

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