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I disabili licatesi picchiati e torturati, Stingo: “Lo facevano per avere un like sui social”

“Lo facevano per puro divertimento, per schernire fasce deboli, soggetti diversamente abili, soggetti con difficoltà evidenti. Soggetti che ricercano un like, che fanno questo per un like. Si tratta di accuse particolarmente gravi, reati con delle pene molto alte. C’è un episodio che è veramente raccapricciante, quello in cui, un disabile viene legato e immobilizzato con del nastro adesivo, schernito e lanciato, come se fosse un giocattolo, colpito più volte, schiaffeggiato. Ci sono dei video che mostrano una violenza difficile da digerire”. A parlare il comandante provinciale, colonnello Vittorio Stingo, mentre spiega i particolari della vicenda, resi noti nel corso di una conferenza stampa, alla presenza dal capitano della Compagnia di Licata Francesco Lucarelli.

I carabinieri della Compagnia di Licata, coordinati dalla Procura della Repubblica di Agrigento, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, e portato in carcere, tre licatesi: Antonio Casaccio inteso “U Napoletanu”, 26 anni, Gianluca Sortino, 23 anni, e Angelo Marco Sortino, 36 anni, accusati di aver schiaffeggiato, insultato, umiliato, e in alcuni casi seviziato, nella propria abitazione o per strada, persone con disabilità psicofisica, filmando le violenze, che venivano pubblicate sui social network. I fermi sono stati disposti dal procuratore capo Luigi Patronaggio, e dal pubblico ministero Gianluca Caputo.

“E’ stata un’attività che ci toccato profondamente, perché abbiamo avuto modo di vedere la sofferenza, e la paura sui volti delle vittime, di queste vere e proprie sevizie – aggiunge il cap. Lucarelli -. Un altro aspetto che ci ha colpito, tragedia nella tragedia, l’indifferenza collettiva alla sofferenza altrui, e in alcune circostanze l’indifferenza dei passanti, addirittura in un video c’è questa persona chiedere aiuto, rimane a terra, non soccorsa da nessuno, e non arriva nessuna telefonata alle forze dell’ordine”.

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