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Inchiesta su giro di diplomi ritenuti “falsi”, processo resta al tribunale di Agrigento

Resta al Tribunale di Agrigento il processo scaturito dall’inchiesta “Diplomat”, su un presunto giro di diplomi “fasulli” rilasciati da istituti privati.
Lo ha stabilito il Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, rigettando la richiesta della difesa, che chiedeva di farlo celebrare a Ragusa, città dove è “nata” l’inchiesta.

Il procuratore capo Luigi Patronaggio, e il sostituto procuratore Paola Vetro, titolare del fascicolo d’inchiesta, hanno chiesto il rinvio a giudizio di 102 persone, fra insegnanti, personale amministrativo e soci di quattro scuole paritarie. Avrebbero messo in piedi il “diplomificio” con i titoli di studio, che sarebbero stati consegnati senza lezioni ed esami, e con la falsificazione dell’attività didattica. Il processo inizierà il  prossimo 20 novembre.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, falso e abuso di ufficio. Le scuole paritarie al centro dell’inchiesta: “Pirandello” di Canicattì e Licata, “Volta” di Canicattì, e “San Marco” di Acireale. Il 12 gennaio si torna in aula, e l’udienza preliminare entrerà nel vivo.

Tra gli indagati, e ritenuto il promotore dell’associazione l’ex deputato regionale, Gaetano Cani, di Canicattì, al quale, negli anni scorsi, vennero sequestrati 300mila euro in contanti, nascosti in una scatola di scarpe. Nel mirino delle Fiamme gialle sono finiti gli anni 2015/2016 e quello successivo. Sequestrati 22 diplomi di scuola superiore, che sarebbero stati irregolarmente conseguiti, nell’anno scolastico 2014/2015, da altrettanti studenti.

Nella lista degli indagati, anche tre istituti in qualità di persone giuridiche: “Mondo Scuola Srl” di Licata; “Ge.Is. Gest. Ist. Scol. Srl” di Canicattì, e “Centro di istruzione Gabriele D’Annunzio” di Ispica.

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