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Agrigento, indagati del gruppo Pelonero davanti al Gip

Al via da lunedì 3 agosto gli interrogatori di garanzia delle 13 persone, raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare (10 ai domiciliari e 3 obblighi di dimora) firmata dal Gip del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, dietro richiesta del procuratore capo Luigi Patronaggio e dei sostituti procuratori Alessandra Russa e Paola Vetro, che ha permesso alla Guardia di finanza di smantellare una presunta associazione a delinquere, finalizzata alle bancarotte fraudolente, per un ammontare di oltre 5 milioni di euro.

Nove dei dieci soggetti finiti ai domiciliari sono i componenti della famiglia Sferrazza, noti per essere imprenditori, attraverso il gruppo “Pelonero”, con diversi punti vendita e negozi di articoli per la casa, giocattoli, scarpe, e prodotti natalizi, tra il Villaggio Mosè, San Giusippuzzu, e Favara. Alcune società che controllano doversi esercizi commerciali sono stati sequestrati. Operazione “Malabranche”, perché, secondo l’accusa, la famiglia Sferrazza avrebbe creato delle società, e dopo aver comprato diverse centinaia di migliaia di euro di merce, non avrebbe pagato i fornitori, dichiarando fallimento , non prima di averle svuotate di tutto.

Il principale indagato, il cosiddetto “promotore dell’associazione”, sarebbe stato Gioacchino Sferrazza, 54 anni. Insieme a lui sono finiti ai domiciliari, fra gli altri, anche il padre Gaetano 78 anni, la moglie Maria Teresa Cani 54 anni, i figli Gaetano e Fabiana, di 30 e 26 anni, il fratello Diego 51 anni, e i figli di quest’ultimo Gaetano e Clelia, di 28 e 23 anni. Arresti domiciliari pure per la commercialista Graziella Falzone 53 anni, di Agrigento. Applicato l’obbligo di dimora a Vincenzo Lo Cicero 36 anni, Francesco Maraventano 38 anni, e Assuntina Lupo 55 anni.

Devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio e vari reati tributari. Gli altri indagati a piede libero, molti dei quali, dipendenti del gruppo “Pelonero”, sono Lorena Argento, Mariella Mamo, Veronica Vassallo, Giulia Di Marco, Ignazio Giacchetto, Cristian Amato, Nicolò Zambuto, Calogera Licata, e Salvatore Noto. La famiglia Sferrazza è difesa dall’avvocato Daniela Posante, mentre Graziella Falzone, dagli avvocati Santo Lucia e Salvatore Falzone.

Avrebbe avuto un ruolo “centrale” nella vicenda proprio la commercialista Falzone, e adesso bisognerà chiarire un aspetto non secondario, ossia se le operazioni che avrebbe effettuato, per conto della famiglia Sferrazza, rientravano nella sue competenze professionali, o andavano oltre per assicurarsi facili e sicuri guadagni, dietro la “costruzione” di atti e documenti di nuove società, e contemporaneamente predisporre gli incartamenti per i fallimenti. Falzone deve rispondere di 8 capi di imputazione, tra cui l’associazione a delinquere e vari reati fallimentari.

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