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Mafia e massoneria, blitz “Halycon” fra Licata e Palermo: fermate 7 persone

La famiglia mafiosa di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, che era maestro venerabile di una loggia massonica. E pure il figlio dell’ultimo capomafia dell’Agrigentino era maestro venerabile. Alle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Agrigento hanno eseguito un provvedimento di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Palermo, nei confronti di 7 persone indagate per associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa, sulla base di un provvedimento di fermo disposto dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Claudio Camilleri, Calogero Ferrara e Alessia Sinatra.

Al centro delle indagini dei carabinieri la famiglia mafiosa di Licata, autorevole punto di riferimento sul territorio agrigentino, già messa in ginocchio dai carabinieri nell’ambito del blitz “Assedio”, e il funzionario regionale in servizio a Palermo, che avrebbe messo a disposizione della cosca licatese la sua rete di conoscenze, nella pubblica amministrazione e nelle logge, per consentire ai mafiosi agrigentini di portare a termine i propri affari in vari settori. Uno degli arrestati è il licatese Giovanni Mugnos, presunto affiliato della locale cosca mafiosa.

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