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Mafia, sequestro di bene riconducibile ai Falsone

I giudici della prima sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, hanno fatto sequestrare un immobile a Collesalvetti, in provincia di Livorno, riconducibile alla famiglia dell’ex capo mafia di Cosa Nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. L’immobile era stato acquistato formalmente da Ganat Tewelde Barhe, 38 anni, dell’Eritrea, ex moglie di Calogero Falsone, fratello del boss, attualmente in una struttura penitenziaria per scontare una condanna a 14 anni e 6 mesi di reclusione, per il tentato omicidio di un romeno per contrasti legati all’uso di un terreno per il pascolo.

Ganat, soprannominata di “Madame Gennet” e anche “regina dei mercanti di schiavi”, conobbe Calogero Falsone nel suo periodo di detenzione, insieme alla sorella Maria Rita nel carcere di Agrigento, e dopo avere scontato una condanna uscì nel 2006. Adesso, secondo quanto ipotizza un’indagine della Dda di Palermo, la donna avrebbe fatto da prestanome a Calogero Falsone.

La Dda, adesso, sostiene che i redditi coniugali di Calogero Falsone e dell’eritrea non giustificano l’acquisto dell’immobile, pagato 25.000 euro, prima del loro divorzio, avvenuto nel 2011. Per questo è stato disposto il sequestro del bene.

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