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Uccise meccanico favarese, condannato a 12 anni di reclusione

Ha confessato di avere ucciso con decine di coltellate, Giuseppe Mattina, quarantunenne, meccanico di Favara, residente al Villaggio Mosè. Giovanni Riggio, ventottenne, di Palermo è stato condannato a 12 anni di reclusione.
Ad emettere la sentenza è stato il giudice del Tribunale di Agrigento, Gianfranca Claudia Infantino. Il Pubblico ministero Simona Faga, aveva chiesto, durante la sua requisitoria, la condanna a 30 anni di carcere. L’omicidio risale all’alba del 6 maggio dell’anno scorso.

Secondo quanto scoperto dalla Squadra Mobile, la vittima e l’omicida, non sarebbero stati soci in affari, ma dei collaboratori. Mattina aveva il “pallino” di aprire una concessionaria di auto usate, tutta sua, e l’intenzione sarebbe stata di avviare anche una officina, nel magazzino di contrada “San Benedetto”, nella zona industriale di Agrigento, dove è avvenuto l’omicidio.

Probabilmente voleva mettersi in proprio, e il palermitano l’avrebbe aiutato, in qualche modo, a vendere le auto. Il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare appunto alla vendita di auto. E nel “piazzare una o più vetture, Riggio, si sarebbe intascato i soldi all’insaputa di Mattina. Quest’ultimo tenuto all’oscuro di tutto, probabile volesse i suoi soldi.

Le continue richieste sfociate in discussioni, avrebbero provocato la reazione del più giovane, e all’ennesimo incontro chiarificatore, lo ha massacrato con circa quaranta fendenti. La moglie e altri familiari della vittima, si sono costituiti parte civile al processo.

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