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Agrigento, i sei pescatori accusati di essere trafficanti. La difesa: “I migranti sono stati salvati”. Proteste a Tunisi e Parigi

“Hanno trovato questo barchino in difficoltà, lo hanno soccorso e lo hanno lasciato vicino a Lampedusa. L’unico errore è stato quello di non avvertire le autorità italiane”. A parlare l’avvocato Salvatore Cusumano, difensore dei sei pescatori tunisini, arrestati alcuni giorni fa, con l’accusa di essere trafficanti di essere umani.

Una versione a cui non credano centinaia di persone,che hanno manifestato nei giorni scorsi davanti all’ambasciate italiane di Tunisi e di Parigi. “Mio fratello è conosciuto in tutto il mondo, ha sempre aiutato i migranti in difficoltà in mezzo al mare”, dice il fratello Mohamed Khames Bourassine, giunto ad Agrigento dalla Francia per tirare fuori il familiare dal carcere

Secondo il gip del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto che ha convalidato gli arresti “E’ragionevole ritenere che abbiano organizzato la traversata dalla Tunisia, mettendo deliberatamente in condizione di pericolo i migranti, facendoli viaggiare su un natante del tutto inadeguato ad affrontare la traversata, così da provocare l’intervento della polizia giudiziaria operante e il successivo soccorso una volta giunti in acque internazionali presidiate dall’Italia”.

Il 29 agosto, un aereo di Frontex avvista a circa 84 miglia a Sud di Lampedusa, in area libica, un barchino con 14 persone trinato da un peschereccio che va a 7 nodi di velocità. Dopo mezzanotte la guardia di finanza intercetta la piccola imbarcazione con i migranti e più di un’ora dopo, invece, ferma il peschereccio di Bourassine.

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