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“Svegliati”: il coraggio di agire

Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà. Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà.
(Khalil Gibran)

Svegliati, lettore! Svegliati e alza il capo! Metti in piedi la tua vita, affronta i tuoi giorni con forza e coraggio, staccati da tutti gli interessi fasulli, dalle cose che portano via il tuo tempo, da quelle che appiattiscono la tua intelligenza e annullano la tua coscienza. Nelle tue giornate trova il coraggio di spegnere televisore, radio, computer, ecc. e ascolta le parole di un antico uomo di chiesa che ha a cuore la libertà e la dignità degli uomini: <<Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non tornare all’abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati chi è il tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. >> (San Leone magno, papa)

Perché questo invito a svegliarsi e la citazione di san Leone magno? Perché abbiamo tutti smarrito l’identità del nostro essere credente; abbiamo dimenticato che la libertà è un dono di Dio e, dopo di quello della vita, è il dono più bello! E nessuno può lasciarsi sfuggire di mano la propria libertà né quella dei propri simili. Abbiamo diritto a sdegnarci quando ci rubano la libertà, la fantasia, la gioia, il pensiero, proprio come Cristo che non rimane indifferente dinanzi ai mercanti del tempio (Matteo cap. 23).

Risvegliamo anche la capacità di indignarci tutte le volte che la nostra libertà di coscienza è “attaccata” e messa in pericolo. E ancora risvegliamo in noi la capacità di indignarci, con noi stessi, tutte le volte non esprimiamo la nostra opinione dinanzi ai fatti che riguardano la società, fosse anche l’ingiustizia subita da un singolo uomo. Indigniamoci, con noi stessi, tutte le volte che siamo privi di coscienza e critica, quando pieghiamo la testa alle ingiustizie, alla violenza (soprattutto delle fasce più deboli). Invece, troviamo il coraggio di non curare solo i nostri interessi economici o di carriera e proviamo a guardare anche quelli altrui.

Liberiamo la nostra anima dalle banalità che la assopiscono e riattiviamo la coscienza, il pensiero, la coerenza. Tutto questo facciamolo in nome della vita che ci è stata donata da Dio e della libertà che cristo ci ha acquistato a caro prezzo.

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