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Estorsioni mafiose a imprenditori, Militello e Massimino scelgono l’abbreviato

Il cinquantenne Liborio Militello, residente nel quartiere agrigentino di Villaseta, e il boss di Agrigento, Antonio Massimino, di 49 anni, hanno scelto il giudizio abbreviato. Per il primo la richiesta è stata formalizzata in aula, dalla difesa, all’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Palermo, Fabrizio Molinari. Prima di lui anche Massimino aveva avanzato richiesta di rito abbreviato. Il processo di Militello, è stato nuovamente accorpato a quello a carico di Massimino.
I due imputati sono accusati di tentata estorsione mafiosa ai danni dei due imprenditori Ettore e Sergio Li Causi, padre e figlio, di Agrigento. Massimino dal novembre scorso si trova agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, Militello, invece, anche lui è tornato libero lo scorso novembre, con il solo divieto di dimora in provincia di Agrigento.
Una delle richieste di “pizzo” è consistita in particolare nell’essersi Militello recato presso il cantiere dei due imprenditori,impegnati nella costruzione di alcune palazzine,  e dove avrebbe rivolto alle persone offese frasi minacciose ed intimidatore quali “sono qua, non perché sono un piastrellista, ma perché mi mandano gli amici di Agrigento e, lei lo sa che le persone che, lavorano devono fare un  regalino?”.

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