Tu sei qui
Home > Cronaca e Attualità > Agrigento > Lavori in un’abitazione nella Valle dei Templi, Tar condanna Soprintendenza ai Beni culturali

Lavori in un’abitazione nella Valle dei Templi, Tar condanna Soprintendenza ai Beni culturali

Il Tar di Palermo ha condannato la Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento, al termine di una vicenda giudiziaria sulla richiesta di autorizzazione paesaggistica per un edificio nella Valle dei Templi.

Il caso riguarda una 52enne di Favara, proprietaria di un fabbricato che si trova in un’area della zona A, realizzato prima dell’opposizione del vincolo in quella zona.

La donna, come spiega l’avvocato Girolamo Rubino, aveva richiesto al Comune di Agrigento il permesso di costruire per eseguire opere di manutenzione straordinaria sull’immobile, che non avrebbero alterano né il volume, né l’altezza e alla Soprintendenza il rilascio del nulla osta per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria. L’ente, a sua volta, aveva richiesto la trasmissione di alcuni elaborati, subito trasmessi dalla proprietaria. Ma, dal momento che la Soprintendenza non aveva più dato risposte la favarese ha comunicato l’avvenuta formazione del silenzio-assenso sulla richiesta di nulla osta paesaggistico.

Alcuni mesi dopo, però, il Comune di Agrigento ha comunicato alla proprietaria che la Soprintendenza di Agrigento con apposita nota, che non sarebbe mai stata trasmessa alla donna, l’aveva diffidata a non intraprendere i lavori senza la preventiva autorizzazione, con la precisazione che nella zona A della Valle dei templi non trova applicazione il “silenzio assenso”. Dunque, l’esame della pratica era stato sospeso fino all’acquisizione dell’autorizzazione della Soprintendenza.

Allora la proprietaria si è rivolta agli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò per presentare un ricorso davanti al Tar Sicilia, chiedendo l’annullamento, previa sospensione, della diffida a non intraprendere i lavori e per l’accertamento della formazione del silenzio assenso sulla richiesta di autorizzazione paesaggistica. In particolare, gli avvocati hanno citato un precedente giurisprudenziale dello stesso Tar Sicilia secondo cui “le autorizzazioni ad eseguire opere in zone soggette a vincolo paesistico o su immobili di interesse storico-artistico, sono rilasciate o negate dalle competenti Soprintendenze entro il termine perentorio di 120 giorni. Le competenti Soprintendenze possono interrompere il termine di 120 giorni solamente una volta per la richiesta di chiarimenti o integrazioni. Alla presentazione della documentazione richiesta gli uffici avranno l’obbligo entro i successivi sessanta giorni di esprimere un proprio parere. Trascorso il termine perentorio di cui sopra il parere si intende reso in senso favorevole”. Da qui, l’illegittimità della diffida impugnata, adottata ben oltre i termini imposti.

Il Tar Sicilia ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, condannando la Soprintendenza di Agrigento al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, la donna potrà intraprendere l’intervento di ristrutturazione edilizia del fabbricato di sua proprietà, mentre la Soprintendenza pagherà le spese giudiziali.

Pubblicità Lirenas Gas

Ultime news

Su