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Agrigento, inaugurata la “stanza della memoria” di Rosario Livatino

E’ stata inaugurata, sabato sera, nell’ex Palazzo di Giustizia, in piazza Gallo, ad Agrigento, la “stanza della memoria” del giudice Rosario Livatino. L’aula dove il magistrato canicattinese lavorò per dieci anni come sostituto procuratore della Repubblica si trova al primo piano dello stabile. A pieno terra sono state affisse le pagine dei giornali che ricordano l’omicidio. All’ingresso all’edificio una lapide dedicata a Livatino, mentre davanti al locale un quadro con la sua immagine e una targa.

A lanciare l’idea di rendere fruibile la stanza del giudice sono stati l’ex presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Salvatore Cardinale, e il presidente del Tribunale di Agrigento, Pietro Maria Falcone. Il progetto è stato condiviso dall’amministrazione comunale Firetto che aveva già in mente di realizzare qualcosa di simile. Sono stati così recuperati gli arredi e l’opera è diventata realtà.

Per l’occasione è giunta in città la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che nel suo intervento ha sottolineato: “La mafia è fuori dallo Stato. Il nostro nemico è comune” e ricollegandosi al danneggiamento della stele nell’estate scorsa ha aggiunto: “Possono distruggere la stele di Livatino e il busto di Falcone cento volte, noi le ricostruiamo 101 volte. Noi dobbiamo onorare quella memoria con la nostra attività”.

Ad aprire gli interventi, durante la cerimonia all’ex collegio dei Filippini,che ha preceduto l’inaugurazione della stanza, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto. A seguire il presidente del Tribunale di Agrigento, Pietro Maria Falcone, il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, il consigliere del Csm, Piergiorgio Morosini, l’ex presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Salvatore Cardinale, e il postulatore della causa di canonizzazione del Servo di Dio, Rosario Livatino, don Giuseppe Livatino.

Numerosi i presenti all’evento: dalle autorità civili e militari del territorio ai giudici e colleghi di del magistrato di Canicattì, ai rappresentanti delle associazioni “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino” e “Tecnopolis”  per finire ai cittadini e a un gruppo di studenti.

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