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Regionali, spunta il nome di Caterina Chinnici

L’ultimo nome che il Partito democratico sta mettendo sul tavolo degli alleati è quello di Caterina Chinnici. E lo fa proprio nel pieno della trattativa a Roma per trovare la quadra con Alternativa popolare di Angelino Alfano sia per le Politiche del 2018 sia per le regionali. L’ex assessora del governo Lombardo, già capo di gabinetto di Alfano ministro nei governi Berlusconi, potrebbe essere il nome giusto per costruire il “modello Palermo”, che metta insieme sia i bersaniani di Mpd e la Sinistra, sia Alternativa popolare e i Centristi di Gianpiero D’Alia.

Quello dell’eurodeputata dem è il nome che circola con più insistenza tra via del Nazareno e il Pd regionale, e non è certo l’offerta ufficiale di accordo. Ma ieri nel borsino altalenante dei candidati governatore del centrosinistra in vista delle regionali di novembre, il nome dell’ex magistrata Chinnici, un cognome simbolo dell’antimafia, era tra i più quotati e ne hanno fatto cenno sia il numero due di Renzi, Lorenzo Guerini, dialogando a Roma con gli alfaniani, sia il segretario dem Fausto Raciti a Palermo.

Ieri a Roma si è fatto forte il pressing di Renzi per trovare un accordo con Alfano per le Politiche e le regionali in Sicilia. Alfano ha parlato con Guerini e poi nel pomeriggio con Maurizio Martina e Graziano Delrio. I dem offrono garanzia sulle Politiche, e l’elezione di un buon numero di senatori e deputati, che Berlusconi al momento non dà. Il partito di Alfano è comunque molto corteggiato anche dal commissario di Forza Italia Gianfranco Micciché e una parte degli alfaniani vorrebbe tenere ancora aperta l’opzione centrodestra, in primis Francesco Cascio a Palermo e Giuseppe Castiglione a Catania, che puntano a costruire una sorta di Partito popolare europeo per le regionali e le nazionali. Cascio e la sottosegretaria Simona Vicari propongono anche una terza via d’uscita: provare a costruire una grande coalizione che metta insieme Centristi, Partito democratico e Forza Italia visto il dialogo avviato proprio con Micciché. Se Alfano non decide in fretta, si rischiano fratture nel suo partito.

Intanto il commissario dei forzisti Micciché oggi vedrà a pranzo ad Arcore Silvio Berlusconi e dalla Sicilia partirà con lui Gaetano Armao, diventato uno dei leader di una parte degli autonomisti dell’Isola. Armao incontrerà Berlusconi per parlare di una lista autonomista per le regionali, ma l’avvocato ex assessore di Lombardo lavora anche a una sua possibile candidatura a governatore, che potrebbe mettere insieme l’area di Cantiere popolare di Saverio Romano, l’ex Mpa di Lombardo e anche l’area siciliana che fa riferimento a Stefano

Parisi: l’ex candidato sindaco a Milano ieri era a Palermo con Alessandro Aricò e Pippo Fallica e ha parlato a lungo con Armao.

Intanto alla finestra rimane Nello Musumeci, forte di un accordo solido con Salvini e Meloni e alcuni comitati civici: ma da questo fronte arriva un secco no ad accordi con Alfano.  Berlusconi alla fine potrebbe lanciare proprio la candidatura Musumeci se Alfano andrà con il Pd. Molto dipenderà dal pranzo di oggi.

(Antonio Fraschilla – palermo.repubblica.it

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