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Favara. Il Partito Democratico contro il dissesto finanziario

mossuto favaraIl Partito Democratico di Favara non “accetta” la dichiarazione di dissesto finanziario da parte della giunta a 5 Stelle annunciando che non avalla né mai avallerà questa soluzione perché graverà sui cittadini.

“Mentre noi dell’opposizione cercavamo di capire, recuperare carte, bilanci, pareri e confrontarci con l’amministrazione, la maggioranza in consiglio comunale e in conferenza dei capigruppo aveva più a cuore il non farci ben figurare che le sorti della città”. A dirlo è il capogruppo Pd, Laura Mossuto, che aggiunge: “Apprendiamo solo oggi che il 29 luglio scorso l’assessore al bilancio Maida aveva già provveduto ad esitare la richiesta del Ministero in relazione alla istruttoria del piano di riequilibrio. Dopo un solo giorno, senza coinvolgere né informare gli altri soggetti istituzionali e sociali, l’assessore in questione aveva sostanzialmente già deciso le sorti dell’Ente. Eppure anche noi consiglieri di opposizione, con vari proclami, qualche settimana addietro, fummo invitati a fornire alternative fattibili al dissesto, malgrado si sapesse già che nulla poteva essere più fatto.

Ricordo – prosegue la nota dell’esponente dem – che il dissesto finanziario è anzitutto una scelta politica, ma ciò che è veramente inaccettabile è l’arroganza con cui la giunta pentastellata ha assunto questa decisione che tra l’altro peserà inesorabilmente sulle tasche dei cittadini. L’attuale amministrazione era ben consapevole della situazione economica dell’Ente e si sarebbe anche potuto recuperare e rivedere il tanto criticato piano di riequilibrio e ad attuare con celerità le procedure già avviate.

“La verità – continua – è che l’opzione del dissesto era già nei programmi celati del M5s, secondo un copione già visto e per evitare di trattare certi temi si utilizza lo strumento del dissesto come strumento di giustizia per punire i tanti odiati precedenti amministratori, le cui colpe non potranno rifuggire in presenza di accertate responsabilità da parte della Corte dei Conti. In due mesi si poteva fare tanto. E noi dell’opposizione abbiamo in più occasioni messo a disposizione le nostre specifiche competenze, sollecitato l’amministrazione all’avvio di transazioni e alle procedure di recupero dei crediti nonché alla mobilitazione dei dirigenti responsabili affinché riferissero sulle incertezze e lentezze delle operazioni di recupero delle somme spettanti al comune. Non si sarebbe potuto risolvere tutto ma certamente si sarebbero potute avviare diverse azioni che già alla data del 29 luglio, avrebbero consentito all’assessore competente di argomentare al Ministero la volontà chiara di evitare il dissesto. Non accadrà che, in nome di una falsa pace sociale che sa di rassegnazione o peggio di convenienza, l’opposizione avalli la ‘soluzione’ del dissesto”

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