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Beni confiscati, Raso:”Il Prefetto convochi un tavolo tecnico”

 

massimo raso“I beni confiscati alla criminalità organizzata, rappresentano un patrimonio di enorme valore non solo per l’oggettivo prestigio patrimoniale di tali immobili, ma soprattutto per il loro grande significato simbolico: sono, infatti, il segno tangibile dell’azione dello stato contro le mafie”.Lo afferma Massimo Raso, segretario generale della Cgil di Agrigento.

“Ma il tema vero – aggiunge -è quello dell’assegnazione e dell’uso sociali di questi beni, che sono in grado di dare occupazione e risposte sociali. Occorre anche dire che spesso questi beni non sono in condizione di essere immediatamente utilizzati: per questa ragione quando mesi fa la Regione emanò un apposito avviso ci siamo fatti carico di “pubblicizzarlo” presso i Comuni della Provincia di Agrigento sollecitandoli a fare proposte. Risultato: solo pochissimi  Comuni hanno prodotto istanza, occorre riproporre tale avviso ed occorre che, stavolta, i Comuni non perdano le occasioni. Così come non occorre perdere un centesimo dei fondi dedicati a tale scopo nella Programmazione dei Fondi Europei 2014/2020”.

Infine, la Cgil punta l’attenzione sulle aziende confiscate alla mafia, tema della nostra campagna “IO RIATTIVO IL LAVORO”  a sostegno di un disegno di legge che giace colpevolmente inesitato nelle aule parlamentari.

“A differenza dei beni – ricorda Raso –  qui ci sono lavoratori in carne ed ossa ed attività economiche che possono essere o meno rilanciate e che vengono, spesso,  gestite da Amministratori giudiziari senza esperienze manageriali che si limitano a fare i liquidatori di queste Aziende. Su tutto questo, ci auguriamo che si accendono i riflettori affinché si faccia definitiva chiarezza sulla consistenza di questi beni e si proceda ai bandi per una loro rapida e trasparente assegnazione”.

Il sindacalista, perciò, si affida al Prefetto Nicola Diomede, “fatta la circolare, adesso vigili sul rispetto della Legge e, soprattutto, convochi un “tavolo” per discutere di tutto questo e determinare una svolta che ci faccia recuperare il terreno perduto”.

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