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Delia, trasferito don Leandro Giugno. La comunità protesta, martedì fiaccolata

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La comunità di S. Antonio ma più in generale la piccola comunità deliana è sconvolta dalla notizia dell’addio di don Leandro Giugno che, come annunciato dallo stesso durante la Messa di venerdì sera, è stato richiamato a Caltanissetta.

Lo ha deciso il Vescovo, Monsignor Mario Russotto, che ha detto di aver bisogno del giovane sacerdote nella chiesa di San Paolo di cui dovrebbe diventare vice parroco.

Un cristiano dovrebbe seguire i dettami del suo pastore ma a Delia si preannuncia una “rivolta” per provare a tenere a Delia un prete che, in meno di un anno, ha fatto tanto e si è già fatto amare. E proprio per questo già oggi una delegazione ha incontrato il Vescovo e martedì sera è prevista una fiaccolata, dopo la Messa, per protestare contro questa decisione.
Arrivato a Delia lo scorso maggio, padre Giugno venne designato come vice parroco dell’Itria, rettore di S. Antonio e direttore dell’oratorio. Seguendo il sentiero tracciato dal compianto don Giuseppe Genova, ha saputo far rinascere la comunità di Sant’Antonio e tanta gente ha pianto alla notizia dell’imminente partenza.

Tanta gente, al di là degli anziani del quartiere, ogni giorno alle 17, 30 andava ad ascoltare le sue omelie sempre semplici, simpatiche, ironiche ma dense di valori e significato; indimenticabile la Novena e la festa dell’Immacolata, forse mai così partecipata, durante la quale proprio il Vescovo esaltò l’operato di padre Giungo invitandolo a continuare sulla strada intrapresa; encomiabile il lavoro con i giovani con il Grest estivo, prima esperienza deliana, che registrò quasi 300 iscritti e l’oratorio, aperto ogni giorno, dove, grazie alla collaborazione di un equipe di animatori, è stato stilato un progetto che coinvolge bambini e ragazzi in diversi laboratori formativi. Per non parlare di come tanta gente, solitamente spiritualmente lontana, che si è avvicinata alla Chiesa.

Insomma un grande lavoro, un carico di freschezza che ha fatto molto bene a S. Antonio e a Delia che mai si sarebbe aspettata un simile fulmine a ciel sereno.

E la speranza è che la mobilitazione popolare e le proteste dei fedeli possano far cambiare idea al Vescovo.

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