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Agrigento, bloccati pescatori di frodo: sequestrati 3mila ricci e un’imbarcazione

In trasferta da Catania ad Agrigento per pescare di frodo. Tre catanesi, dai 35 ai 40 anni, sono stati bloccati a bordo di un’imbarcazione al porticciolo di San Leone, di ritorno da una battuta di pesca. Sono stati trovati in possesso di 3.000 ricci di mare. Sequestrati il pescato, il natante, e i materiali (bombole, reti e mute) utilizzate per la pesca di frodo. L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri del nucleo Radiomobile.

I particolari del blitz sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del capitano Marco La Rovere, comandante della Compagnia Carabinieri di Agrigento, e del tenente Alberto Giordano, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile. Ai tre complessivamente sono state elevate contravvenzioni per 8.500 euro, nonché sanzionati di altri 400 euro “a testa” per violazioni del Dpcm anti covid. Tutti i ricci di mare, del valore sul mercato di 4.500 euro, sono stati subito rigettati in mare dagli stessi militari dell’Arma.

E in un’altra attività i carabinieri della Stazione di Porto Empedocle hanno sequestrato alcune centinaia di chili di pesce, trovati all’interno di un furgone. I due passeggeri del mezzo, non avevano alcuna autorizzazione per trasportare e commercializzare i prodotti ittici, e il pescato era privo di tracciabilità. E’ stato accertato stavano lavorando “in nero”. Sono stati multati di 4.100 euro, nonché di altri 400 euro per essere stati fermati in giro in un orario dove vige il coprifuoco.

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