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Caltanissetta, A.I.L “Alessio Lo Coco” e “A. per te” rispondono alle affermazioni del direttore generale, Alessandro Caltagirone

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota pervenutaci da A.I.L “Alessio Lo Coco” e “A. per te” di Caltanissetta:

Beffarde e insolenti le parole pronunciate dal Direttore Generale,  Alessandro Caltagirone, durante l’intervista rilasciata a “Caltanissetta Live”, in merito alla seria e gravissima situazione in cui versa l’Ematologia di Caltanissetta. Alla richiesta della giornalista di chiarimenti circa l’ accorpamento e il lento spegnersi del reparto di Ematologia, il Direttore risponde “ non so perché qualcuno si passa il tempo a raccontare queste storie” .   Il “qualcuno” sono i Presidenti di due associazioni di pazienti assistiti presso il reparto di ematologia, AIL sez. di Caltanissetta e A.per.T.E. Queste ultime hanno raccolto le ormai insostenibili denunce di malessere di utenti che si trovano a convivere, non solo con la grave e debilitante patologia,  ma da anni anche con criticità che minano il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza.

Caltagirone semplifica asserendo che nel 2019 si sono registrate tre perdite di personale medico, uno per trasferimento nel palermitano e due per cessazione di servizio; aggiunge inoltre che  il reparto è in ordine giacché  può contare sul 50% di organico. Falsità, falsità che può raccontare a sprovveduti! Se non fosse che lo abbiamo conosciuto di persona, verrebbe da chiedersi se non abbiano intervistato il Direttore Generale di un’altra Azienda.

Le perdite, lente e sanguinolente, hanno inizio nel 2017 con il pensionamento del direttore dott. Michele Rizzo; segue  nel luglio 2017 la cessazione volontaria di una unità a tempo determinato, assunta un anno prima; nel maggio 2019 con la concessione di mobilità di una unità a tempo indeterminato – per trasferimento in altra provincia – e a gennaio 2019 con la cessazione di servizio volontaria di una quarta unità. La perdita di quattro medici è avvenuta nel corso di tre anni e non in una manciata di mesi. Nulla è stato fatto in tre anni per rimpinguare il personale. Non è stato nominato un direttore , né colmati i posti resisi vacanti.  In beffa all’incremento  previsto già nella dotazione organica  2017, che prevedeva dieci unità con assunzione programmata nel triennio. L’organico dei medici, tralasciando detto incremento, dovrebbe contare almeno su  sei unità più un direttore di struttura complessa. Oggi siamo a tre dirigenti medici,che devono assicurare i turni x 24 h. 7 giorni su 7. Quindi l’ingegnere non dovrebbe sconvolgersi se asseriamo che siamo ad un terzo dell’organico!

L’accorpamento nato per far fronte all’emergenza Covid,  dichiara in maniera velata Caltagirone,  permette  di risolvere una ben più critica e incancrenita situazione,  giacché “unendo le forze con l’oncologia la situazione è sotto controllo”.  Nulla è sotto controllo e il Direttore potrebbe appurarlo di persona, se scendesse a far visita al reparto per costatare lo stato dei fatti. Avrebbe modo di verificare che le nostre denunce non sono favole o illazioni gratuite. L’accorpamento nella realtà dei fatti non finirà con l’emergenza Covid, finirà con il rientro dell’emergenza derivante dalla mancanza di personale, se ci sarà. Questi accorpamenti gli utenti li subiscono con prepotenza ormai da anni, tanto che l’eccezione è diventata prassi legittimizzata.  Iniziano a giugno e normalmente cessano a ottobre-novembre. La causa è sempre stata la mancanza di personale, soprattutto infermieristico. Si tratta  di un escamotage cui la direzione fa ricorso per concedere, allo sparuto personale del presidio, di poter usufruire delle ferie estive. L’accorpamento messo in atto in piena pandemia è un atto irresponsabile perché, come è avvenuto e avviene giornalmente, espone pazienti – già immunodepressi – a rischi altissimi. Infine non continui a prendere in giro con questa storia dei concorsi.  Il concorso bandito a ottobre per dirigente medico di ematologia vede pervenire due richieste nella graduatoria di dicembre. Ebbene a febbraio viene conferito l’incarico ma – non ci crederanno neanche i lettori – non viene assegnato all’Ematologia, ma ad altro Servizio – una unità semplice con valenza dipartimentale -che va al 100% dell’organico a fronte di un reparto che è al -60% e che deve coprire le 24 h. 7 giorni su 7. Certe scelte strategiche sfuggono ai più ma non a noi.   Ci spiace molto che il Direttore non abbia accolto le istanze presentate in occasione dell’incontro avuto a novembre, che abbia disatteso gli impegni presi e piuttosto che cercare una logica di dialogo, si conceda a false dichiarazioni. Prendiamo atto dei toni di risposta del comunicato rilasciato,  ci saremmo aspettati una dialettica diversa in virtù del ruolo che ricopre. È scaduto invece in toni bassi e qualunquisti. Lo informiamo che, giacché gli scriventi non hanno nulla da fare, andranno avanti nelle sedi opportune per ottenere quello che spetta di diritto.

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