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Sparatoria con feriti su banchina del porto, parte processo d’appello

L’estate scorsa, mentre erano in corso i festeggiamenti, in onore della Madonna del Carmine, si trovava insieme ad una decina di persone sopra il peschereccio “Riccardo Volpe”, per seguire la tradizionale “Antinna a mare”. Ci sarebbe stato un litigio, e dopo avere raggiunto a nuoto la terraferma si era allontanato a piedi, per poi ritornare in scooter, ma armato.

Approda in appello il processo a carico dell’empedoclino James Burgio, ventisettenne, arrestato nel luglio dell’anno scorso, dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, due giorni dopo l’agguato sulla banchina del porto di Porto Empedocle. Burgio ha ferito con un colpo di pistola un pescatore, e suo compaesano, Angelo Marino, trentenne, rimasto ferito ad una gamba, poi avrebbe rivolto l’arma all’indirizzo dell’armatore Riccardo Volpe, con cui aveva avuto un litigio sopra il peschereccio. Ma la pistola si sarebbe inceppata.

L’empedoclino lo scorso 22 maggio è stato condannato dal Gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, a 8 anni di reclusione, con l’accusa di tentato omicidio ai danni di un pescatore e assolto dalla seconda imputazione. Il difensore del giovane, l’avvocato Salvatore Pennica (nella foto), ha impugnato il verdetto. il processo è stato fissato per il 22 gennaio prossimo, davanti alla terza sezione della Corte di appello di Palermo.

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