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Sicilia, il decreto crescita sblocca i cantieri nell’Isola.Ripartono i lavori sulla Palermo-Agrigento, della Agrigento-Caltanissetta

Adesso i lavori possono ripartire. Per quello che il comitato dei creditori definisce “un grande giorno per 120 imprese e per i 2.500 lavoratori della Palermo-Agrigento, della Agrigento-Caltanissetta e della metropolitana di Catania”. Col via libera al decreto Crescita, convertito in legge dal Senato, si sblocca i fondo salva-imprese, che garantisce ai creditori del gruppo Cmc la liquidità necessaria per far ripartire i lavori dopo la crisi dell’azienda romagnola. “Oggi – commentano così in una nota i creditori – riassaporiamo il gusto della speranza e cogliamo il risultato di una lunga lotta alimentata dalla nostra fiducia nelle istituzioni e nel governo nazionale e sostenuta costantemente, ciascuno per la propria competenza e sensibilità, dai rappresentanti locali dei partiti, dal governo regionale, dai sindaci, dai vescovi, dai sindacati, da associazioni e comitati e dalle comunità coinvolte nella vertenza”.

La protesta, però, non si ferma. Perché se i creditori ringraziano “tutte le forze politiche di governo e parlamentari, a partire da Lega e M5s, e anche le altre che trasversalmente hanno votato la norma”, il comitato chiede “che il ministero delle Infrastrutture ci convochi al più presto al tavolo tecnico per lavorare insieme alla definizione puntuale e celere dei decreti attuativi, affinché le procedure per i rimborsi partano entro l’estate; in più, evidenziamo la necessità che il fondo venga rimpinguato fino al totale soddisfacimento dei nostri crediti e, pertanto, chiediamo il massimo impegno di tutti perché sia lasciata aperta la porta ad eventuali cofinanziamenti da qualsiasi fonte siano disponibili”.

La polemica dura dall’inizio dell’anno. Alla fine del 2018 il gruppo Cmc, che sta realizzando appunto la Palermo-Agrigento, la Agrigento-Caltanissetta e la metropolitana di Catania, lasciando bloccati i cantieri siciliani, i crediti verso cento imprese e circa 2.500 lavoratori. In primavera, dopo le proteste, la situazione si era però sbloccata con la promessa di una garanzia di Stato per i crediti, con la mediazione diretta del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e l’inserimento del Fondo salva-imprese nello sblocca-cantieri. Poi la norma era saltata, e dopo le proteste dalla Sicilia era stata reinserita nel dl Crescita. Ora l’approvazione. E una boccata d’ossigeno per le infrastrutture siciliane.

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