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Resta ai domiciliari imprenditore empedoclino condannato per bancarotta

Resta agli arresti domiciliari l’imprenditore empedoclino Giuseppe Burgio, 54 anni, nei mesi scorsi condannato a 8 anni di reclusione, per una maxi distrazione di beni di circa cinquanta milioni di euro. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Palermo, rigettando l’istanza proposta dalla difesa di Burgio.

L’avvocato Carmelita Danile, si era rivolta al Riesame, dopo la sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento (presidente Luisa Turco, con a latere Giuseppe Miceli ed Antonino Genna). Da ricordare che al processo di primo grado, dopo la requisitoria i sostituti procuratori della Repubblica di Agrigento, Simona Faga e Alessandra Russo, avevano chiesto la condanna a oltre dodici 12 anni di carcere.

Secondo l’accusa sarebbero stati due i fattori che hanno permesso all’ex “re dei supermercati” di continuare a fare soldi, pure da imprenditore “fallito”. Una compiacenza sociale, che avrebbe consentito a Burgio di godere quasi di una sorta di “appoggio” dalle stesse persone danneggiate, ed una bancaria.

Senza l’intervento degli istituti bancari, come nel caso di Unicredit, sarebbe stato quasi impossibile riuscire per lui ad andare avanti a quelle condizioni. Una settantina di dipendenti e soci si erano costituiti parte civile al processo, e hanno ottenuto anche il risarcimento, che sarà quantificato in sede civile.

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