Tu sei qui
Home > Cronaca e Attualità > Agrigento > ASP di Agrigento nel mirino dei NAS per gravi carenze: l’intervento del Cimo

ASP di Agrigento nel mirino dei NAS per gravi carenze: l’intervento del Cimo

Negli ultimi mesi l’ASP di Agrigento ha ricevuto diverse “visite” da parte dei Carabinieri del NAS per una serie di verifiche su locali destinati alle attività assistenziali che ha portato lo scorso 9 ottobre alla chiusura del Centro di Salute Mentale, SERT e del Centro Diurno, trasferiti d’urgenza alla Cittadella Sanitaria di Viale della Vittoria. Ma già nel mese di luglio di quest’anno, un altro blitz dei Carabinieri del NASaveva portato alla chiusura e allo sgombero dei locali del 118 di Cammarata, sempre per
problemi legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro estremamente deficitaria in molte
strutture sanitarie agrigentine.La Segreteria Aziendale CIMO aveva più volte in passato segnalato le stesse gravicriticità igienico-sanitarie e strutturali (adesso evidenziate dai NAS) ai vertici aziendali,
sia sotto la gestione Ficarra che durante l’attuale gestione commissariale targata Venuti, informando e coinvolgendo lo stesso Assessorato Regionale della Salute e i suoi Uffici ispettivi, senza tuttavia avere riscontri concreti in merito alle suddette segnalazioni,ricevendo anzi una “stizzita” risposta da parte dell’ex Direttore Generale Ficarra (oggi Commissario all’ASP di Ragusa), infastidito dalla copiosa corrispondenza ricevuta da CIMO in merito alle problematiche sulla sicurezza. Ficarra si spingeva a minacciare di rivolgersi all’autorità competente. CIMOinvece lo ha fatto. Sono agli atti e in attesa di riscontro già ben due esposti inoltrati alla Procura Regionale della Corte dei Conti, uno nei confronti proprio dell’infastidito Salvatore Lucio Ficarra e il secondo dell’attuale Commissario Gervasio Venuti. Di recente la Segreteria Regionale CIMO ha inoltre presentato un esposto allaProcura della Repubblica di Agrigento nel quale si segnalano storture ed illegittimità  amministrative sempre inerenti alle problematiche della sicurezza nei luoghi di lavoro e alla nomina non del tutto trasparente del Responsabile per la Sicurezza e Prevenzioneche, stando agli ultimi sviluppi dei blitz dei NAS, non sembra assolvere al proprio mandato in maniera impeccabile. In più, di recente, l’attenzione dei NAS si è spostata all’interno della UOC di Chirurgia Vascolare del San Giovanni di Dio che sembra avere gravi carenze organizzative e gestionali in grado di generare un incremento del rischio clinico
inaccettabile. Sono state sequestrate Cartelle cliniche e registri operatori verosimilmente
a seguito di denunce da parte di pazienti e sono stati ascoltati anche alcuni operatori
sanitari della struttura. Come al solito il Sindacato resta inascoltato dall’amministrazione della ASP di
Agrigento che, a prescindere dal vertice dirigenziale, sembra essere governata da un
entourage che la gestisce da anni i maniera approssimativa e con una impronta
fortemente personalistica, del tutto sorda alle legittime richieste delle Organizzazzioni
Sindacali, in primis della CIMO che persevera senza arrendersi di fronte a situazioni di
forte illegittimità in un contesto che finalmente sembra essere stato posto sotto la lente
magnificatrice dell’autorità giudiziaria, con l’auspicio che anche l’Assessorato
Regionale della Salute faccia la sua parte ed intervenga, anche con le sue funzioni
ispettive, a mettere finalmente un po’ d’ordine all’ASP di Agrigento.

Il Segretario Regionale CIMO
Giuseppe Riccardo Spampinato

Pubblicità Lirenas Gas

Articoli Simili

Su