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Canicattì, incarichi a legali esterni. L’opposizione chiede il conto a Di Ventura

La giunta municipale di Canicattì ha incaricato due legali esterni di assistere l’ente in tre procedimenti giudiziari, nonostante la presenza dell’ufficio avvocatura. Decisione questa che ha portato i gruppi consiliari Canicattì’ Civica, Canicattì’ Unica, M5S, Canicattì Riparte e Sicilia Unione di Centro a scrivere al sindaco Ettore Di Ventura, al segretario generale Domenico Tuttolomondo, e per conoscenza, al presidente dell’Aula, Alberto Tedesco.

L’opposizione non ci vede chiaro e, nel richiamare la legge, chiede maggiori delucidazioni al capo dell’amministrazione.

I consiglieri comunali si riferiscono agli incarichi affidati agli avvocati Rosario Latino e Selenia Canicattì e ricordano che “il ricorso al conferimento di incarichi esterni nel nostro comune lascia parecchio perplessi sia per la presenza dell’ufficio avvocatura che per la  delibera della giunta n° 11 del 27/01/2015 all’art 8 viene disciplinato l’affidamento ad incarichi esterni al comma 2 si prevede che la deliberazione deve essere motivata in base alle specifiche circostanze che impongono il conferimento di incarico a soggetti esterni”.

“Invero la giustificazione risulta discutibile – sottolineano i gruppi consiliari – vuoi perché il sindaco tra i primi atti della sua legislatura ha concesso il nulla osta al funzionario Lo Cascio permettendo la perdita di una unità all’ufficio, ma risulta anomalo che il ricorso a legali esterni avvenga già tre volte mentre mai si era verificato in precedenza. La materia dell’affidamento di incarichi esterni si inquadra in un contesto oggetto di interventi da parte di più organi non ultimo l’Autorità’ Anticorruzione nonché dal nuovo ordinamento dei contratti pubblici introdotto con Dlg n° 50/16. L’Anac con delibera 1158 del 9/11/2016 interviene ed inquadra il patrocinio legale come un appalto di servizi quindi nell’affidamento di un incarico si dovrà tenere conto che non si tratta di contratti d’opera intellettuale , si dovra’ tenere conto  dei seguenti criteri: l’incarico legale va ricondotto sicuramente nel novero degli appalti di servizi; trattandosi di appalti e non di contratti di opera intellettuale si dovrà procedere con la verifica dei requisiti con necessità di prevedere il compenso dell’avvocato; la scelta del legale non può essere eseguita su base fiduciaria ma si deve procedere con una selezione di soggetti idonei mediante costituzione di un elenco di professionisti con il principio della rotazione, tale principio deve essere attuato per ragioni di natura anticorruttiva (evidentemente il conferimento di qualsiasi incarico sempre allo stesso legale costituisce un caso di anticoncorrenzialità); l’elenco fiduciario dei legali deve essere il più possibile aperto non soggetto a limiti di iscrizione e rinnovato frequentemente”.

Pertanto, ai consiglieri d’opposizione “risulta discutibile la scelta operata dalla giunta di assegnare incarichi su base fiduciaria vale sia per gli incarichi legali sia per altre figure professionali”.

“La Corte dei Conti rafforza ciò di perché si recepiscono direttive europee e perché accoglie una nozione di appalto più ampia al fine di assicurare la massima partecipazione mediante una procedura di tipo comparativo idonea a tutti gli aventi diritto di partecipare”.

Alla luce di ciò, i consiglieri di Canicattì Civica, Canicattì Unica, M5s, Canicattì Riparte e Sicilia Unione di Centro    chiedono a Di ventura: “dettagliata relazione sulle procedure usate per la nomina dei legali esterni all’ente; i motivi per cui il nostro ente non è dotato di un albo di professionisti per eventuali incarichi esterni; carichi di lavoro dei legali dell’ufficio avvocatura; copia del provvedimento di distacco del funzionario Lo Cascio e documentazione in cui si evidenzia eventuale comparazione con altri legali interpellati”.

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