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L’omicidio del meccanico favarese, chiesti 30 anni di carcere per l’autore

Il sostituto procuratore Simona Faga ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Vito Riggio, palermitano 29enne, reo confesso dell’omicidio di Giuseppe Mattina, il quarantunenne meccanico di Favara, ucciso a coltellate il 5 maggio dell’anno scorso, all’interno di un magazzino, al piano terra di uno stabile, di contrada “San Benedetto”, nella zona industriale di Agrigento.

La moglie, il figlio minorenne e la mamma della vittima si sono costituiti parte civile al processo. Il processo con il rito abbreviato è in corso di svolgimento davanti al giudice del Tribunale di Agrigento, Gianfranca Claudia Infantino.

Mattina aveva il “pallino” di aprire una concessionaria di auto usate, tutta sua, e l’intenzione sarebbe stata di avviare anche una officina, nel locale preso in affitto da alcuni mesi. Luogo dove è stato massacrato con circa quaranta coltellate. Probabilmente voleva mettersi in proprio, e il palermitano l’avrebbe aiutato, in qualche modo, a vendere le auto.

Il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare appunto alla vendita di auto. Riggio sosterrebbe che, quella sera, dopo che lui è entrato nel garage con il furgone, Mattina avrebbe chiuso a chiave il portone di ingresso, e si sarebbe messo in tasca le chiavi. Poi sarebbe scoppiata la lite, finita nel sangue.

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