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Rialzarsi dopo ogni caduta? E’ possibile

“Sai perché cadiamo, Bruce? Per imparare a rimetterci in piedi (al figlio Bruce)

Thomas Wayn

 

La vita fatta di errori, inciampi e cadute: siamo fragili, vulnerabili, caduchi. La nostra vera forza non risiede nella perfezione di non cadere mai ma nella capacità di rimetterci in piedi, di riprendere il cammino interrotto e di ricominciare a vivere, perché andare avanti, è iscritto dentro la nostra natura, nel nostro essere persone: siamo stati pensati, voluti, creati per andare avanti, per raggiungere traguardi e conquistare mete. Tutte le volte che cadiamo, una cosa sola ci resta da fare: rialzarci!

Quando parliamo di “caduta” e di “inciampi”, subito la nostra mente mette a fuoco qualcuno che inciampa e casca per terra, e questo è vero. La nostra cultura cristiana, però, usa questi termini, in senso metaforico, come simboli morali di colpa, sbaglio, peccato. Oggi, quindi, vorrei accennare a essi nell’accezione metaforica, così come la tradizione cristiana ce li ha tramandati.

Cadiamo perché con facilità rinunziamo alla nostra libertà, perché la nostra volontà è fragile, perché le nostre scelte non sono profondamente definitive. Una distinzione, però, va fatta: alcuni cadono nel male o nell’errore e da quella posizione non si vogliono più rialzare perché pensano sia quella l’unica strada percorribile, oppure è una scelta di comodo. Questi tali preferiscono restare piegati su se stessi, dimenticando la bellezza della vita che sa percorrere strade di limpidezza, di bontà, di solidarietà; in una parola, queste persone, si dimenticano che la natura umana è stata fatta per il cielo, per le cose grandi. È come se costoro dessero sfogo al detto: “Sbagliare e umano, perseverare è diabolico”.

Ci sono, poi, altre persone che cadute nel peccato e nell’errore, hanno toccato con mano il fondo della vita, ma non si rassegnano a rimanervi. E in tutti i modi, lottando ogni giorno, con il cuore pieno di fiducia e speranza, aggrappandosi a ciò che di valido riescono a trovare in se stessi e Dio, per risalire faticosamente e umilmente, la strada della libertà. Ed è proprio in questo tentativo di risollevarsi, di venire fuori da questa situazione, che risplende tutta la gloria dell’uomo, che non è impossibilità alla caduta o al peccato ma la coraggiosa volontà di “rialzarsi dopo ogni caduta”. È la volontà di Gesù che all’adultera, condotta da Lui per essere lapidata, dice: “Nemmeno io ti condanno, ma va e d’ora in poi non peccare più”. (Giovanni 8,11).

Fare Pasqua questo significa: rialzarsi da ogni caduta e in Cristo, morto e risorto, vivere anche noi da risorti.

Buona Pasqua a tutti!

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