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Canicattì, celebrato il fondatore del “Barone Lombardo”

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“Il Beato Giacomo Cusmano a Canicattì ha fondato  l’Ospedale, il Ricovero per anziani e l’Orfanotrofio, unendo le iniziali di queste tre opere esce fuori la parola ORO, allora possiamo dire che ha portato l’oro in questa nostra città”. Don Gino Giuffrè, cappellano del “Barone Lombardo”, ieri, in occasione della celebrazione eucaristica in ricordo del sacerdote palermitano che ha dato vita alla Congregazione del “Boccone del Povero”, ha menzionato quanto quell’uomo ha fatto anche per Canicattì. Per risolvere le emergenze di quel tempo padre Giacomo ha realizzato tre istituti, che ancora oggi a distanza di oltre cento anni – a parte l’orfanotrofio poi chiuso – continuano a dare assistenza ad ammalati ed anziani.

“Proviamo anche noi – ha aggiunto don Gino – a togliere un boccone del nostro tempo e a darlo agli altri, ricordando che se oggi non ho incontrato un povero, un ammalato, un anziano, un ultimo, non ho incontrato Cristo e quindi quel giorno è stato inutile”.

Il cappellano, partendo dalla figura del fondatore del Boccone del Povero ha parlato della misericordia del Padre, ricordando che il Beato Cusmano ha messo in pratica l’opera di misericordia più bella, quella a servizio dei poveri, degli ultimi, degli emarginati, anticipando i moniti di Papa Francesco in occasione dell’anno santo. E’ quello che fanno ogni giorno le suore bocconiste che operano nel nosocomio cittadino e che rappresentano un punto di riferimento per degenti, familiari e medici.

“La nostra fede è capace di dare risposte alle necessità di oggi? Mi accorgo che la nostra fede purtroppo passa sopra la testa della gente – ha sottolineato padre Giuffrè – e non va dritta al cuore. Allora impariamo a fortificarla, e a riconoscere Gesù negli altri, donando un boccone del nostro tempo a chi ne ha bisogno”.

Dopo la messa, ai presenti è stato distribuito il pane benedetto durante la funzione e ciascuno ha potuto portare un pezzo con sé per donarlo a chi non aveva potuto partecipare.

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