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L’oratorio di Delia, ponte fra strada e Chiesa

inaugurazione oratorio 1Delia. Sabato l’oratorio di Delia è stato riaperto e inaugurato ufficialmente con una cerimonia, svoltasi all’interno della sala teatro della “Città dell’incontro”, molto partecipata da giovani e non perché, come ha voluto sottolineare più volte don Leandro Giugno, “L’oratorio non è solo per i giovani ma anche per le famiglie”. E come sottolineato da don Salvatore Rumeo “L’oratorio deve essere punto di riferimento per l’intera comunità”.

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Don Leandro Giugno è arrivato a Delia a maggio, dopo la morte di don Giuseppe Genova, e a lui è stato affidato l’oratorio “Città dell’incontro” che in questi mesi, tra grest e attività varie, è stato aperto ma adesso sarà animato e guidato alla luce del progetto “Oratorio ponte fra Chiesa e strada” redatto dallo stesso don Leandro Giugno e da Lina Riccobene che, insieme a un’equipe di volontari, coadiuverà il sacerdote.

E proprio padre Giugno, durante la conferenza che si è svolta dopo la celebrazione della Messa a S. Antonio, ha inaugurazione oratorio 2spiegato: “Sono sacerdote da un anno e sono a Delia, come sapete, da maggio. Per me è tutto nuovo ma per fortuna ho trovato persone che mi hanno aiutato tantissimo in questo percorso. In questi mesi ho conosciuto Delia, abbiamo capito le esigenze dei giovani e da qui scaturisce questo progetto. Tutti noi abbiamo dei talenti, soprattutto i giovani, e basta dar loro fiducia che i risultati arrivano e il grest estivo ne è stata la conferma. Ma sia chiaro: l’oratorio non è una sala giochi. Da qui l’esigenza di un progetto educativo, formativo, che dia dei valori forti. Non dobbiamo aver paura di parlare di Gesù ai nostri giovani ma dobbiamo presentar loro un’esperienza di Dio”. Quindi, concludendo il suo intervento, don Leandro Giugno si è rivolto ai genitori chiedendo la massima collaborazione perché “Tutti siamo protagonisti e tutti siamo responsabili. Venite a chiederci dei vostri figli, venite a parlaci e a raccontarci di loro”.

L’amministrazione comunale era rappresentata dal vice sindaco Lillo Lo Porto che è evidenziato come “L’oratorio è il prolungamento della famiglia perché si propone di formare. L’oratorio è un’istituzione ‘vecchia’ ma che cambia e deve diventare moderna e al passo coi tempi per avere appeal sui giovani”.

Durante la conferenza Lina Riccobene ha presentato il libro di don Salvatore Rumeo “E si prese cura di lui – Oratorio oggi” sottolineando “La necessità di una pastorale giovanile organica e intelligente. È giusto – ha aggiunto prendendo sempre spunto da padre Rumeo – che i giovani siano accompagnati nel loro percorso di crescita umana e religiosa e la Chiesa, nel suo slancio missionario, ha bisogno dei giovani che non sono semplici oggetti della pastorale giovanile ma ne sono i soggetti. E smettiamola col dire che oggi i giovani sono disadattati ma semplicemente hanno bisogno di stimoli nuovi e in tal senso è molto importante la parrocchia e in essa l’oratorio, comunità educativa per eccellenza”.

inaugurazione oratorio 3Grande esperto di vita d’oratorio, don Salvatore Rumeo in conclusione ha tenuto una lectio magistralis su questo tema è nel suo intervento ha detto: “L’oratorio è passione, è stile di vita e non un semplice luogo. Dal ‘Cogito ergo sum’ di Cartesio oggi siamo passati al ‘Digito ergo sum’. I tempi cambiano e anche l’oratorio deve cambiare e sapersi adattare. A Delia il seme dell’oratorio è stato posto da don Giuseppe Genova (ricordato a più riprese nel corso della serata) e adesso tocca a don Leandro. Ma il successo di un oratorio dipende dalla comunità. I sacerdoti non vanno lasciati soli altrimenti falliscono. Che l’oratorio sia punto di riferimento per tutto il paese”.

L’equipe di volontari è composta da Concetta Pia Bancheri, Lina Riccobene, Diego Paci, Giusi Leone, Giovanni Strazzeri, Giuseppe Culmone, Angelo Genova, Fabrizio Rumeo, Deborah Italiano, Anna Gallo, Lina Genova, Graziella Ciranni, Martino Di Gregorio, Ottaviano Bancheri, Michele Graci, Valeria Borzellino, Santina Di Pasquale, Marcantonio Lodato.

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