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Si avvicina la fine delle prerogative statutarie della Sicilia

asiciliaSi avvicina lentamente la fine delle prerogative statutarie della Regione Sicilia. Sono tanti ed inequivocabili i segnali concreti.

 

 

 

Il primo. L’Europa e la Commissione Europea riconoscono oramai a mala pena le nazioni, ivi compresa l’Italia, solo come entità puramente geografiche.

 

Il secondo. L’imposizione dell’Euro e la  perdita della sovranità monetaria, cioè la impossibilità di stampare moneta cosa sono se non il commissariamento delle politiche del Tesoro e delle finanze  del nostro Paese.

 

Il terzo. L’annullamento delle  politiche sociali ed economiche.  L’Europa approva il bilancio dello Stato, ha preteso di modificare lo Statuto dei lavoratori, ha esteso il morbo della precarietà nel lavoro anche nel settore pubblico ed ha impresso un fortissima accelerazione  all’immigrazione facendo del nostro un Paese colabrodo.

 

Il quarto. La politica estera è quella imposta dall’Europa, basta guardare le figuracce  dell’Italia  nei confronti della Libia, dove quest’ultima, dopo tutto quello che fa il nostro Paese  per gli immigrati dell’ Africa, a discapito dei ns. poveri e delle ns. popolazioni, vedi anche Lampedusa per lunghi periodi ridotta ad un bivacco,  poco ci mancava che ci bombardasse per due navi sconfinate casualmente in  acque libiche.

 

L’ Europa  nei fatti non ha solo annesso l’Italia ma ne ha commissariato a tutti i livelli la democrazia  politica, economica, sociale e della difesa.

 

Di fronte a questo quadro se ci si fa un baffo di una nazione, quale peso può ancora avere per l’Europa una Regione a Statuto speciale ?  Nessuno.

 

Infatti la Sicilia è già da tempo commissariata.  I segnali sono inequivocabili, acqua pubblica, rifiuti, istruzione, formazione, sanità;  il quarto governo regionale stesso  ne è un palese scadente esempio.

 

La Regione esecutrice di similari azioni,  a sua volta ha commissariato liberi consorzi, Ato Idrici, Ato Rifiuti, ASP, Ospedali, Enti a partecipazione regionale.

 

I commissariamenti, a tutti i livelli ad acta e\o straordinari, appaiono oramai  la tappa obbligata per stringere in un angolo la democrazia e i diritti dei cittadini siciliani.

 

E’ una politica oligarchica, di basso profilo e spessore,  però  quella che si offre ai siciliani,  noncurante del parere della gente, dopo ben quasi 50 assessori cambiati senza opposizione sociale alcuna, visto il comodo riparo che ad essa offre la politica e  l’associazionismo imprenditoriale di maniera, si proprio quello che predica bene e oramai razzola male sul campo dell’antiracket, dell’antimafia e della lotta al pizzo.

 

Ma i cittadini, i lavoratori, i disoccupati, le famiglie, i giovani, gli anziani, i poveri, i bisognosi, le persone per bene,  conteranno ancora qualcosa in questa Sicilia e nella nostra terra di Agrigento?

 

Firmato

“Il pensiero della gente”

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