Una svolta nel caso Voyager 1? La sonda ha inviato un segnale improvviso

Voyager 1, la navicella spaziale ancora più lontana dalla Terra, ha inviato un segnale diverso da tutti gli altri che sono arrivati ​​agli ingegneri della NASA negli ultimi mesi. Gli scienziati sperano che questo possa aiutare a risolvere il problema del computer di bordo.

La sonda spaziale spontanea senza equipaggio Voyager 1 è un oggetto unico inviato nello spazio dagli esseri umani. Si trova a 24 miliardi di chilometri dalla Terra, circa 163 volte più lontano dalla Terra del Sole.

Nel corso dei suoi lunghi anni di viaggio, a partire dal suo lancio nel 1977, la navicella spaziale ha trasmesso preziosi dati scientifici. A metà novembre dello scorso anno si è verificato un problema relativo ai dati trasmessi dalla sonda alla Terra. Il codice inviato agli ingegneri era ripetibile, anziché una stringa univoca di zero e uno.

È stato accertato che ciò potrebbe indicare un danno al sistema dati di volo (FDS) in uno dei tre computer di bordo. La sonda riceve comandi dalla Terra e li esegue correttamente, ma il sistema FDS non comunica correttamente con un altro sottosistema, chiamato Telemetry Modulation Unit (TMU). I compiti del sistema FDS comprendono la raccolta di dati da strumenti scientifici e la fornitura di informazioni sullo stato della sonda. Li raccoglie in pacchi e li invia sulla Terra tramite il sistema TMU.

Ruolo?

Gli ingegneri della NASA stanno attualmente cercando di risolvere il problema senza alcun risultato. Alla sonda è stato chiesto di ripristinare il computer, ma l'operazione non è stata completata.

Il 1° marzo il team della missione ha impartito alla navicella il comando “poke”, che si traduce come “push”, inteso ad attivare varie sequenze di programmazione in caso di malfunzionamento del problema che si protrae da diversi mesi. Due giorni dopo, è stato osservato che l'attività in una parte del sistema dei dati di volo differiva da quella delle altre parti trasmesse di recente. Sebbene questo segnale abbia raggiunto la squadra di missione in una forma diversa, gli ingegneri della Deep Space Network della NASA sono riusciti a decodificarlo.

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La Deep Space Network è un sistema di grandi antenne radio sulla Terra che aiutano l'agenzia spaziale statunitense a comunicare con le sonde Voyager e altri veicoli spaziali che esplorano il sistema solare.

Secondo la NASA, la chiave per risolvere il mistero risiede nella memoria dati del sistema di volo della Voyager. Contiene le istruzioni che dicono alla macchina cosa fare e l'insieme completo di variabili da utilizzare. Quest'ultimo dipende dagli ordini impartiti alla nave e dalle sue condizioni. Il gruppo di ricerca prevede di confrontare la lettura anomala con un'altra prima che si verifichi il problema. Di conseguenza, gli ingegneri vogliono trovare discrepanze che possano essere utilizzate per determinare l'origine del guasto.

Tuttavia, qualsiasi tentativo di riportare la sonda al corretto funzionamento rappresenta una sfida importante. La riparazione diventa più difficile perché qualsiasi comando dalla Terra impiega più di 22 ore per raggiungere la Voyager 1 e una risposta impiega lo stesso tempo per raggiungere il nostro pianeta.

Voyager 1 nello spazio: una visione artistica California Institute of Technology/NASA-Jet Propulsion Laboratory

Forse entro qualche centinaio di anni la sonda raggiungerà l’ipotetica Nube di Oort. Non prende di mira nessuna stella specifica, ma si prevede che nell'anno 40272 (cioè tra 38mila anni da oggi) la sonda supererà la stella AC+79 3888 nella costellazione dell'Orsa Minore a una distanza di 1,7 anni luce.

Fonte immagine principale: California Institute of Technology/NASA-Jet Propulsion Laboratory

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