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La faida di Palma, misura cautelare in carcere confermata per Rallo

Provvedimento cautelare in carcere confermato per il quarantenne palmese Ignazio Rallo, accusato dell’omicidio del trentasettenne Salvatore Azzarello, come rappresaglia per vendicare l’uccisione del fratello Enrico, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “faida” di Palma di Montechiaro. Lo hanno deciso, nei giorni scorsi, i giudici della Cassazione. La difesa, dopo un primo rigetto del Tribunale del Riesame, si è rivolta alla Corte Suprema, chiedendo l’annullamento dell’ordinanza cautelare in carcere, per questioni di forma, ma non solo. I giudici ermellini hanno ritenuto il ricorso infondato.

L’operazione, eseguita da carabinieri e dalla squadra Mobile, è scattata il 21 luglio dell’anno scorso. L’inchiesta ha fatto luce su una vera e propria “faida” che, fra il 2015 e il 2017, ha provocato due omicidi. Il 9 novembre del 2015, e il 22 agosto del 2017, vengono messi a segno due agguati.

Del primo ne fa le spese Enrico Rallo, trentanovenne colpito da numerosi colpi di arma da fuoco, nei pressi di un bar del centro. Ad ucciderlo, secondo la Procura, sarebbero stati Angelo Castronovo, 63 anni, e Salvatore Azzarello, 37 anni. Ignazio Rallo, in concorso con Roberto Onolfo, Giuseppe Rallo, e lo stesso Angelo Castronovo, poi avrebbe ucciso Azzarello, con diversi colpi di fucile e pistola, in una zona di campagna.

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